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Manifestazione del MaceriA in piazza. Il sindaco tende la mano

Dopo lo sgombero forzato di martedì dello stabile occupato in via Maceri, dal 23 novembre. Ancora una manifestazione di protesta degli ex occupanti

Dopo lo sgombero forzato di martedì dello stabile occupato in via Maceri, dal 23 novembre. Ancora una manifestazione di protesta degli ex occupanti, che avevano incontrato anche il sindaco in Comune, tentando di trovare un accordo per lo sfruttamento dei locali in disuso. Venerdì mattina, durante il mercato in centro, è apparso un'enorme striscione : “Le idee non si sgomberano”, portato dai manifestanti in giro per il centro storico.

L'accordo con il sindaco non si è trovato e Balzani ha portato sulla sua bacheca Facebook una riflessione: “E' sempre triste vedere un immobile inutilizzato nel centro di una città, pubblico o privato che sia. Spesso, come nel caso dell'ex Universal, questi edifici hanno una storia molto densa e molto intensa alle spalle, che è giusto ricordare. Ciò non toglie che le risorse per "rimetterli in funzione" sovente manchino, in senso assoluto o per scelte diverse compiute negli anni. Tutte le città vivono questi processi, e la nostra non fa eccezione alla regola. Ci sono anche le emergenze e i bisogni: emergenza abitativa per le fasce deboli e bisogno di luoghi di aggregazione per quella giovanile. I Comuni di norma cercano di farvi fronte con l'edilizia residenziale pubblica e con i contributi per l'affitto; e con luoghi destinati alla socializzazione dei ragazzi. Il tutto all'interno di una cornice di regole, perché i costi di queste operazioni ricadono sulle tasse che i cittadini pagano”.

“E' quanto ho cercato di offrire al gruppo di via Maceri: un percorso che consentisse loro di aver accesso ad uno spazio, nel rispetto delle norme valide per tutti le altre associazioni di giovani che esistono in città. - ricorda il primo cittadino - Come accade già alla Fabbrica delle Candele. Non è stato un espediente: io ci credo sul serio. Penso che, se si interpreta un'esigenza reale, occorra trovare soluzioni: ma nella legalità. E questa offerta la ripropongo, perché non ci sto a passare per il repressore solo perché ho tutelato un bene patrimoniale secondo la legge che, come pubblico ufficiale, sono tenuto a rispettare e a far rispettare. Ma stacchiamo, per favore, l'occupazione dal bisogno, l'oggetto fisico dagli attori. Vogliamo parlare del bisogno? Ci sono. Vogliamo costruire una "narrazione eroica" dell'occupazione di via Maceri? Mi spiace, ma non c'è nessun eroismo da celebrare e via Maceri non è un simbolo. Siamo nel 2013, non nel 1871”.

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