Polo commerciale di via Bertini, protesta in piazza Saffi: "Fermarsi e coinvolgere i quartieri"

Si è tenuta sabato mattina in piazza Saffi la manifestazione per dire 'no' alla variante urbanistica che permetterà di insediare un supermercato da 2.500 mq nella zona di via Bertini

Si è tenuta sabato mattina in piazza Saffi la manifestazione per dire 'no' alla variante urbanistica che permetterà di insediare un supermercato da 2.500 mq in un'area commerciale già autorizzata nel 2017 nella zona tra via Bertini e via Balzella. Hanno organizzato la manifestazione i quartieri dell'Area Nord di Forlì. In particolare la variante va ad agire sul piano del commercio del 2017 rendendo possibile l'estensione della superficie già autorizzata per l'alimentare in cambio di una riduzione complessiva della superficie di vendita del polo commerciale nella sua interezza (attualmente autorizzato per 10mila mq su più edifici). Contrastano questa variante le rappresentanze del commercio. Secondo quanto spiegato, la modifica urbanistica dovrebbe rendere possibile l'insediamento della catena alimentare Esselunga a Forlì.

VIDEO - La protesta in piazza Saffi

Hanno preso parte alla manifestazione la Cgil, che per bocca della segretaria generale Maria Giorgini teme per la perdita dei posti di lavoro nei supermercati esistenti, i quartieri di Coriano e dell'area nord che temono per il traffico e lamentano la mancata concertazione col Comune e l'animatrice della petizione online che ha raccolto finora 1.500 firme. "Non siamo pregiudizialmente contro l'area commerciale, ma il comune ci coinvolga e ci spieghi i benefici per il quartiere e per la città", spiegano i rappresentanti del quartiere Coriano. Circa un centinaio di manifestanti hanno protestato sotto il Comune, con cartelli, slogan e interventi dal pubblico. Appoggiano la protesta, dal punto di vista politico: Pd, Forlì  & Co e Italia Viva.

Le reazioni politiche

Spiega una nota del Pd: "Il PD forlivese ha deciso di intervenire a seguito della manifestazione odierna e delle giuste preoccupazioni espresse da cittadini e imprese, associazioni di categoria e comitati di quartieri dell'area Nord di Forlì, per un progetto sbagliato che penalizzerebbe le attività commerciali esistenti in una zona già satura di quella tipologia di vendita e che aggraverebbe la situazione del traffico locale, aumentandone il volume."

Sulla stessa linea Forlì & Co: "Cittadini e associazioni hanno fatto sentire con forza la propria voce contro un progetto incomprensibile e dannoso per la nostra città e, soprattutto, hanno chiesto che l'Amministrazione ponga fine all'atteggiamento unilaterale e autoreferenziale manifestato in tutte queste settimane e si apra ad un confronto, tanto più necessario vista la complessità dell'opera e il suo impatto sul territorio forlivese. A nostro avviso si tratta di una richiesta che dovrebbe essere accolta al più presto, non solo per il numero di soggetti che l'hanno avanzata, ma anche perché la sua ratio appare ragionevole. Il settore della distribuzione non può crescere all'infinito solamente costruendo nuove strutture. I consumi in un territorio sono determinati dalla ricchezza che complessivamente si produce in quel territorio e dalla struttura anagrafica della sua popolazione. Se si autorizza una nuova grande struttura commerciale, è necessario tenere conto che la sua presenza provocherà giocoforza una ristrutturazione della rete distributiva. E che altri soggetti del settore del commercio saranno costretti ad un ridimensionamento o persino alla chiusura, con il rischio che il saldo occupazionale, invece di essere positivo, sia negativo. Da parte nostra ci sentiamo di riproporre l'emendamento che avevamo avanzato il Consiglio comunale. Si adotti una moratoria per l'autorizzazione di tutte le nuove medie e grandi strutture di vendita, per il tempo necessario ad approfondire tutte le sfaccettature della questione, confrontarsi con i vari interlocutori fra la cittadinanza e le associazioni e definire un percorso comune per lo sviluppo futuro della rete commerciale e del sistema urbano di Forlì. Solo allora si tireranno le somme".

Anche Italia Viva Forlì sostiene la protesta: “Si tratta di una scelta decisamente sbagliata contro la quale mi batterò con tutte le mie forze in Consiglio Comunale”, afferma il consigliere Massimo Marchi. “Negli ultimi 4 mesi tutto il mondo è cambiato, abbiamo combattuto un nemico oscuro ed invisibile che non è ancora sconfitto. Nulla sarà più come prima. Dovremmo interrogarci su quale sia la maniera migliore per ripartire e per cercare di offrire una prospettiva di rinascita, di crescita e di benessere per tutti, e questa Amministrazione cosa ci offre in questa fase? Un nuovo centro commerciale! Sono soluzioni vecchie davanti a problemi nuovi. Forlì oggi non ha bisogno di un nuovo grande supermercato”, aggiunge Sara Biguzzi. Che conclude: "il Sindaco ascolti le tante voci di protesta che arrivano dalla città anche da tantissimi che lo hanno votato, faccia un passo indietro e ci ripensi, per il bene comune vero e per il futuro di tutti i forlivesi e non in ossequio gratuito solo alla Lega. Visti i rinvii su questa spinosa vicenda che vedeva da subito voci critiche anche all’interno della stessa maggioranza i segnali di nervosismo che ripetutamente mostra sono comprensibili ma non giustificabili. Per una volta Zattini sia il Sindaco di tutti e non solo della parte che lo ha candidato".

Diversa invece la posizione di Forza Italia, per bocca di Raffaele Acri, responsabile provinciale Seniores: "Devo dire che un impresa la vicenda del nuovo insediamento commerciale l’ha compiuta riuscendo a riunire il Partito Democratico con i Cinque Stelle, alla ricerca evidente, questi ultimi, di un'identità perduta e quindi a seguito di una verosimile disposizione giunta da Roma all’ordine “Falce e ..carrello!”,  hanno unito gli intenti, decidendo un' azione comune, dopo la dolorosa frattura post elezioni di maggio 2019, che di fatto ha consegnato la vittoria al Sindaco Zattini. Ormai davvero sarà difficile reggere la tesi del fiume di cemento e della difesa dell’equilibrio commerciale anche con doppi salti mortali, poiché la domanda cui rispondere è una sola: alla luce di quanto già pianificato nel Piano Operativo Comunale approvato se a chiedere la variante fosse stata Conad o Coop la reazione veemente sarebbe stata la stessa? Forza Italia è per antonomasia a sostegno dell’ imprenditoria e della libera concorrenza e quindi speriamo che da parte della sinistra e soprattutto dai rappresentanti di categoria ci sia almeno onestà intellettuale e di intenti".

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