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Cronaca

Manifestazione degli studenti: "Stop alla retorica del merito, nuovo nome del ministero dell'Istruzione"

"Il concetto del ‘’merito’’ è un concetto pericoloso che esclude senza criteri il libero sviluppo della personalità, che si basa sulla competizione e non favorisce la crescita"

Venerdì mattina con partenza da piazzale della Vittoria si è tenuta la manifestazione studentesca organizzata dalla Rete degli Studenti Medi Forlì e da Udu Forlì in occasione della mobilitazione studentesca nazionale ‘’Nessun merito a questo governo’’. Il corteo si è snodato per corso della Repubblica fino alla zona dei Portici. Dice una nota dell'associazione studentesca: "Chiediamo al nuovo governo di abbandonare la retorica del merito, nuova denominazione del Ministero guidato da Giuseppe Valditara, un nome per noi inaccettabile che ha contribuito allo smantellamento del sistema sanitario e nazionale pubblico universale, tra il 2008 e il 2010 è il principale responsabile della stesura della Riforma Gelmini".

"Il concetto del ‘’merito’’ è un concetto pericoloso che esclude senza criteri il libero sviluppo della personalità, che si basa sulla competizione e non favorisce la crescita. La scuola che vogliamo è esattamente il contrario, chiediamo un netto investimento verso i giovani e verso il futuro dell’istruzione, abbiamo la necessità di riportare i temi della nostra generazione in primo piano", afferma Giulia Rossi, responsabile della Rete degli Studenti di Forlì.

‘’Desideriamo che questo percorso non si fermi qui. Il nostro obiettivo infatti è creare un’opposizione studentesca che continui ad agire in maniera costruttiva anche i prossimi anni. Per garantire il diritto allo studio bisogna pensare al futuro, ovvero a una scuola pubblica, laica, antifascista, sicura, con spazi ecosostenibili e accessibili a tutte e tutti. Pensare al futuro significa anche dialogare con gli studenti e le studentesse, la scuola deve tornare ad essere al centro dell’agenda politica”, conclude Rossi.

“Manifestiamo contro un governo che non si è minimamente preoccupato – né ha mostrato le intenzioni di farlo – nei confronti degli studenti. Anzi, ha avvalorato le logiche meritocratiche e produttive che portano a casi che, soprattutto come abbiamo visto tangibilmente nel nostro contesto locale, portano a suicidi e gravi problemi psichici. Ha avvalorato la retorica della performatività, eliminando la concezione di studio come accrescimento individuale e traformandolo, come tutto ciò che ci circonda, in qualcosa da produrre, in un mezzo da utilizzare per giungere a fini più concreti. Il nostro governo non ha inserito l’istruzione nella legge di bilancio, non ha deciso di investire nella ricerca, non ha deciso di investire in spazi più adeguati e in servizi adeguati agli studenti. Siamo pronti a scendere in piazza ora, domani, e ogni qualvolta sarà necessario”, conclude Francesca Rondoni di Udu.

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