Una mappatura degli spazi idonei alle lezioni fuori dalle scuole, "ma per i più piccoli al minimo la didattica a distanza"

Trovare gli spazi per ospitare gli studenti in massima sicurezza nel prossimo anno scolastico. Quest'anno a rendere tutto più complesso sono le regole sul distanziamento sociale

Trovare gli spazi per ospitare gli studenti in massima sicurezza nel prossimo anno scolastico. Oltre ai problemi storici di scarsa disponibilità di aule, quest'anno a rendere tutto più complesso sono le regole sul distanziamento sociale e la sicurezza sanitaria. A cercare di ricomporre il puzzle è la Provincia ed in particolare la consigliera delegata Valentina Ancarani, che pone le due priorità: compresenza in aula e sicurezza sanitaria.

Commenta il presidente della Provincia Gabriele Fratto: “E' stato fatto un lavoro di squadra, non scontato, Ancarani ha svolto un ruolo più simile a quello di un assessore, equilibrando quello che si vorrebbe fare con quello che si può fare. La Provincia dà l'impronta della sua presenza, con un ruolo passato in secondo piano, ma che oggi si mostra un punto fondamentale come lo è stato in passato e vuole continuare ad essere”. La Provincia è stato indicato come l'organo di area vasta per affrontare il nodo dei locali scolastici e della loro sicurezza sanitaria. 

Lo spiega Ancarani: “La Provincia è l'ente di coordinamento delle strategie per la riapertura delle scuole a settembre, in compresenza e in sicurezza, e sottolineo entrambe le esigenze. Ci siamo ritrovati coi sindaci e le agenzie del trasporto pubblico, ai Comuni è stata già chiesta una mappatura di spazi extra-scolastici ed idonei ad ospitare lezioni. Non vogliamo farci trovare impreparati e non vogliamo procedere nuovamente alla chiusura delle scuole anche in caso di ripresa dal virus”. La soluzione degli spazi fuori dalle scuole, però, - spiega Ancarani – è attuabile per le superiori, con i ragazzi più grandi, mentre si cercherà di limitarlo il più possibile per i ragazzi delle scuole medie e dei bambini delle primarie. Questo tuttavia, non escluderà, la possibilità di ricorrere alla didattica a distanza in forma mista per le scuole superiori, anche per ovviare i problemi di spazi ed evitare la rotazione degli spazi scolastici o le turnazioni laddove si rendessero necessari, “mentre per i più piccoli delle primarie e delle scuole medie contiamo nelle lezioni in presenza”.  Il piano è attualmente allo studio.

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