E' forlivese il campione mondiale di plogging, la corsa con annessa la raccolta dei rifiuti

Praticamente uno sport dove si corre e si raccoglie lo sporco che si trova per strada, tipo bottigliette di plastica, mascherine, guanti. Con grande stupore, il forlivese ha stracciato un tedesco

Attore, regista, scrittore, e ora, Marco Cortesi, è anche campione mondiale di plogging. Plogging? Sì, praticamente uno sport dove si corre e si raccoglie lo sporco che si trova per strada, tipo bottigliette di plastica, mascherine, guanti. Con grande stupore, il forlivese ha stracciato un tedesco molto agguerrito e si è piazzato al primo posto nella categoria Running under 45.

"Io ho sempre avuto un'attenzione verso l'ambiente e in più amo correre - spiega Marco Cortesi - Così andavo a correre e vedendo qualcosa per terra lo raccoglievo e poi lo buttavo quando incontravo il primo bidone. Guardando su internet ho visto che questo comportamento aveva un nome, inventato da uno svedese, e in questi ultimi anni era diventato una specie di sport praticato in tutto il mondo. In Italia il testimonial è Roberto Cavallo che si è trasformato in attivista, fondando Keep clean and run (letteralmente "Pulisci e corri"). Da cinque anni organizza un campionato nazionale in cui i corridori hanno l'obiettivo di raccogliere da terra la spazzatura abbandonata nell'ambiente e quest'anno, per la prima volta, è stato aperto a tutto il mondo. E io, un po' per gioco, ho partecipato".

Marco Cortesi ha iniziato a correre alle 7.30 di mattina per finire alle 21, concedendosi alcune pause in cui, oltre a bere e a prender fiato, portava a casa il sacco pieno di immondizia. Alla fine, stremato, è riuscito a togliere dalla strada 26 chili di plastica abbandonata e portarla a casa per essere poi riciclata. "Ho riempito 4 sacchi condominiali da 120 litri - racconta Marco - La mia fortuna è stata correre lungo le strade tra Carpena, Forlimpopoli e Meldola, costeggiate tutte da fossati. Lì, visto che nemmeno gli spazzini più bravi riescono ad arrivarci, ho trovato veramente molti oggetti di plastica, tra cui bottigliette, mascherine, guanti, tappi. E così, a fine gara, ho portato a casa il peso di rifiuti più alto di tutti i concorrenti della mia categoria, assicurandomi il podio. E' stata una vittoria veramente inaspettata".

Ma come avete fatto a testimoniare la validità della corsa e la raccolta di rifiuti? "Eravamo dotati di una piccola telecamera attaccata alla fronte che registrava tutto ciò che facevamo e poi, visto che non era una gara in cui si vinceva denaro, la giuria si è basata anche sulla fiducia. Io alla fine ho corso per 6 ore e mezza e ho raccolto, come detto, 26 chili di plastica".   E cos'hai vinto? "Penso una fornitura di pane e di birra messa a disposizione dai vari sponsor dell'iniziativa. Eppoi una medaglia, ovviamente in materiale riciclato". 

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