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Cronaca

Il ministro Maria Elena Boschi inaugura la mostra dedicata a Piero della Francesca

La cerimonia ufficiale si svolge il giorno prima dell'apertura al pubblico come ormai da tradizione fin dalla prima delle grandi mostre allestite al San Domenico dalla Fondazione

Sarà il ministro Maria Elena Boschi a tagliare il nastro della mostra dedicata a Piero della Francesca a Forlì. La numero due del Governo Renzi sarà in città venerdì prossimo, secondo quanto si apprende dalle testate locali, per la cerimonia di apertura dell'esposizione dedicata al grande pittore di Sansepolcro, invitata dagli organizzatori dell'evento e dal deputato Marco Di Maio (che ne è il sostituto in Commissione Affari costituzionali alla Camera). La presenza della giovane ministra è prevista già a partire dall'evento di apertura in programma a metà pomeriggio nel teatro "Diego Fabbri", dove come da consuetudine si terrà un convegno con gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni locali e dei curatori della mostra. A seguire, trasferimento ai musei San Domenico dove il ministro Boschi parteciperò al rito del taglio del nastro per poi visitare la mostra. La cerimonia ufficiale si svolge il giorno prima dell'apertura al pubblico come ormai da tradizione fin dalla prima delle grandi mostre allestite al San Domenico dalla Fondazione. 

Sulla questione intervengono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, Simone Benini e Daniele Vergini: "Troviamo inopportuno e politicamente scorretto che sia stata invitata il ministro Boschi come “madrina” del taglio del nastro e in rappresentanza del governo Renzi all'inaugurazione della mostra al San Domenico dedicata a Piero della Francesca. Riteniamo non consona la sua presenza, in sostituzione del ministro alla cultura Dario Franceschini, ufficialmente trattenuto a Roma per altri impegni, non congrua soprattutto con la polemica esplosa in tutta Italia ed anche nella nostra regione per il caso della Banca Etruria, per il ruolo che il padre del ministro ricopriva nel consiglio di amministrazione e per i benefici che lo stesso istituto ha tratto grazie al cosiddetto “decreto salva banche” varato dal governo Renzi”.

Benini e Vergini ricordano come sia tutt'altro che decaduto il conflitto di interessi della famiglia Boschi nell'intera vicenda: “Il padre del ministro, Pierluigi, faceva parte del consiglio di amministrazione di Banca Etruria. Entrato in consiglio nel 2011, da 2014 era vicepresidente dell’istituto. Nell’istituto ha lavorato in passato anche il fratello del ministro, Emanuele. Mentre lavora tuttora la moglie dello stesso Emanuele. La metà dei soldi persi dai risparmiatori interessati dal decreto salva Banche viene dalla Banca Etruria del padre del ministro Boschi. I sottoscrittori di bond subordinati e gli azionisti della banca i cui titoli non valgono più nulla hanno perso milioni di euro. I risparmiatori hanno formato comitati, sono scesi in piazza protestando, hanno presentato esposti in procura e la questione è ancora troppo bruciante per essere un buon viatico per un evento artistico/culturale come ambisce ad essere la mostra forlivese al San Domenico”.

Commenta il consigliere comunale Ludovico Zanetti: "Trovo esilaranti le esternazioni del M5S forlivese contro l'arrivo del ministro Boschi, argomentandole con la vicenda del padre e del decreto  su Banca Etruria. Non per la loro opinione sul ministro, su cui non entro nel merito, ma sul fatto che giusto martedì, in difesa del sindaco a 5 stelle di Bagheria, che abita in una casa costruita abusivamente in un'area di rispetto assoluto, gli attivisti del movimento si sono affannati a giustificarsi con la frase "le colpe dei padri non ricadono sui figli" Ora, capisco che la coerenza non vada di moda, ma trovo imbarazzante che se il padre di un grillino costruisce una casa abusiva, vada tutto bene, ma se il padre di una piddina commetta irregolarità in banca, si debba dimettere la figlia. Anche se devo dire che, in effetti, non c'è alcun conflitto di interesse per Patrizio Cinque, che in quella casa ci abita senza discutere, mentre, che mi risulti la Boschi, non fa la cassiera in banca Etruria (il fratello sì, lo faceva ). Quindi coerenza vorrebbe si applicassero a tutti gli stessi concetti. O le colpe dei padri ricadono sui figli, oppure no. Tertium, Quarto e Cinque non datur".

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