Edicole aperte, c'è voglia d'informazione: "Vogliamo essere riconosciuti come servizio di pubblica utilità"

Si combatte la noia leggendo. In questi giorni le edicole hanno riscontrato un aumento della clientela, che sceglie anche l'informazione cartacea per documentarsi su come la città e l'Italia stanno fronteggiando il nemico invisibile

L'emergenza coronavirus sta inevitabilmente cambiando le abitudini dei cittadini. Più tempo da trascorrere in casa e stare accanto ai propri affetti familiari. Ma allo stesso tempo c'è anche un vuoto da riempire. Soffrono di questo soprattutto gli anziani, abituati a trascorrere ore ed ore nei centri di aggregazioni tra una briscola, un maraffone ed un caffè. Si combatte la noia leggendo. In questi giorni le edicole hanno riscontrato un aumento della clientela, che sceglie anche l'informazione cartacea per documentarsi su come la città e l'Italia stanno fronteggiando il nemico invisibile.

"Per etica e professionalità gli edicolanti forlivesi rimarranno sempre aperti e a disposizione del territorio e dei cittadini, che saranno garantiti o dalla distanza del banco o dalla mascherina, fino a nuovo ordine", esordisce l'edicolante Marinella Portolani, presidente dello Snag (Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai) Forlì-Cesena e Romagna e membro della giunta e consiglio nazionale del sindacato stesso. Nel bel mezzo dell'emergenza, la categoria continua a servire quotidiani e settimanali, alzando le saracinesche alle 6 per chiudere dopo tredici ore.

"Il nostro servizio è da sempre considerato socialmente utile ed è stato riconosciuto questa funzione anche dall'Unione Europea quattro anni fa - evidenzia Portolani -. Tuttavia vorremmo essere citati e riconosciuti come servizio di pubblica utilità anche a livello istituzionale. Ho il dovere di tutelare la salute della mia categoria e dei fruitori d'informazione". Alcuni edicolanti, che hanno l'attività all'interno di un negozio, hanno deciso di chiudere per l'impossibilità di rispettare la distanza nel servire i clienti, problema che non si pone invece per un chiosco dove il cliente è già distante dal rivenditore oltre il metro.

"Se siamo un servizio che viene considerato socialmente utile bisogna coprire il vuoto legislativo che c'è", ribadisce Portolani. L'edicolante ha riscontrato un aumento della clientela: "Abbiamo visto un movimento diverso, soprattutto di anziani i quali, dovendo stare in casa anziché guardare la televisione preferiscono leggere il giornale". Stesso riscontro da parte di Alessandra, dell'edicola di via Correcchio, nel cuore della zona industriale, dove c'è un maggior flusso di auto e camion: "C'è stato un piccolo incremento, probabilmente di persone che erano abituate ad acquistare i giornali al supermercato o centro commerciale. Tuttavia alcuni bar hanno deciso di sospendere l'acquisto per evitare assembramenti".

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