Matrimoni e unioni civili in Comune, cambiano le regole: sanificazioni e "numero chiuso" agli ospiti

Con un'ordinanza di alcuni giorni fa, il sindaco Gian Luca Zattini ha riaperto le maglie parzialmente per poter celebrare i riti di unione alla presenza di pubblico, che era stata tassativamente vietata all'inizio del marzo  scorso

Inizia la “Fase 2” anche per la celebrazione dei matrimoni in Comune. Con un'ordinanza di alcuni giorni fa, il sindaco Gian Luca Zattini ha riaperto le maglie parzialmente per poter celebrare i riti di unione alla presenza di pubblico, che era stata tassativamente vietata con un'altra ordinanza dell'inizio del marzo  scorso. La parola d'ordine ora è “sanificazione” dopo ogni matrimonio, mentre gli ospiti sono stati limitati a 30 unità.

La nuova ordinanza del sindaco, in particolare, prevede che “le celebrazioni dei matrimoni civili e le costituzioni delle unioni civili, per tutta la durata dell’emergenza epidemiologica, verranno svolte unicamente nella Sala Randi – Via delle Torri n. 13, nelle fasce di orarie disponibili, con un solo evento per fascia per consentire la necessaria igienizzazione dei locali al termine”. Gli orari sono: tutti i giorni feriali dalle ore 10 alle ore 12.30; martedì e giovedì pomeriggio dalle ore 15 alle ore 17; sabato dalle ore 10 alle ore 12.30; dalle ore 16 alle ore 18 e la prima domenica del mese dalle ore 10 alle ore 12.30 e dalle ore 16 alle ore 18. Ed ancora: “Per ogni matrimonio o unione civile è consentito l’ingresso nella sala di un numero massimo di 30  persone oltre agli sposi e ai testimoni”.

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L'ordinanza prescrive infine che “l’accesso e l’uscita individuale nei luoghi celebrazione si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento nell’edificio comunale e nelle immediate vicinanze e tutte le persone che accedono all’interno dei locali comunali devono rispettare le misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del COVID-19, in particolare non è consentito l’accesso a coloro che negli ultimi 14 giorni, abbiano avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19, oppure che manifestino o siano stati in contatto con chi manifesti alcuni dei sintomi riconducibili alla infezione da Covid-19 (febbre con temperatura superiore a 37,5°, tosse, raffreddore, dolori muscolari e articolari, disturbi gastrointestinali, ecc.).

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