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"Mattanza di nutrie al Parco urbano". L'Enpa agguerrita

"Ancora una volta, nel tentativo, non previsto da alcuna nostra legge, di 'eradicazione' di una specie ritenuta pretestuosamente 'problematica', si e' fatta una mattanza inutile al Parco urbano"

“Ancora una volta, nel tentativo, non previsto da alcuna nostra legge, di 'eradicazione' di una specie ritenuta pretestuosamente 'problematica', si e' fatta  una mattanza inutile al Parco urbano. Questa volta le vittime sono alcune nutrie, che formavano una piccola colonia all'interno del parco, perfettamente integrate: sono state uccise a fucilate dalla Polizia provinciale”. Questo è il commento dell’Enpa di Forlì, che condanna duramente l’uccisione di un gran numero di esemplari che vivevano pacifici nel parco.



“L'ignoranza non ha confini: la nutria può essere considerata a tutti gli effetti un animale selvatico, poiché vive stabilmente nel territorio, e la legge 157/92 le tutela. - a scendere nei particolari sono il responsabile ufficio Fauna Selvatica, Andrea Brutti e il presidente della sezione Forli’-Cesena MariaAngela Baiardi -  L’art.19, in particolare, prevede che debbano necessariamente essere applicati, sempre che vi siano reali problemi, le metodologie ecologiche proposte e valutate dall’ISPRA: ovviamente, ci accerteremo dell’esistenza di tali documenti”.

Il quesito a cui l’ENPA non trova risposta è relativo a quali problemi davano le nutrie in un parco. “Non si tratta certamente di un problema sanitario, in quanto analisi effettuate presso gli Istituti Zooprofilattici su carcasse di nutria hanno evidenziato una bassissima frequenza di positività a forme di Leptospira, tutt’al più paragonabile a quella normalmente riscontrabile in altri animali selvatici presenti nei medesimi territori. Inoltre, non esistono casi documentati di malattie che siano state trasmesse dalla nutria all’uomo o agli animali domestici. Semmai, questo intervento, questa mattanza,  rischia piuttosto di destrutturare la popolazione inducendo sostanziali alterazioni a livello demografico (a favore di classi d’età più giovani e femmine) e creando le condizioni per un successivo incremento della capacità di crescita delle popolazioni per reclutamento ed immigrazione dalle zone vicine, il parco e’ attraversato di fianco dal fiume Montone”.

“Quindi, le uccisioni, gli abbattimenti di qualsiasi tipo sono del tutto inutili, mentre è obbligatorio ed efficace il ricorso a metodologie incruente come recinzioni o in ultima analisi sterilizzazioni che avrebbero risolto, semmai censimenti scientifici lo avessero provato, un presunto problema di sovrappopolazione. E’ sconcertante – prosegue l’ENPA – che gli enti si non comprendano quanto inutile, dispendioso e contrario alla scienza oltre che all’etica animalista, sempre più diffusa nella popolazione, sia avere questo approccio cruento, adottato forse non tanto per risolvere un presunto problema quanto per far vedere, nella ricerca di consensi, che le amministrazioni stanno “facendo” qualcosa, purtroppo sulla pelle degli animali. Non sappiamo se ne sia sopravvissuta qualcuna, non sappiamo se la nutria albina sia stata massacrata dalle fucilate, magari tratta in inganno con qualche pezzo di carota,non sappiamo se la più piccola, la cucciolina, sia stata uccisa insieme alla sua mamma, domani conteremo chi manca, ma sicuramente la Provincia e chi ha richiesto tale  mattanza dovrà rendere conto di ciò che ha fatto sia in termine di scelte politiche sia in termine di soldi pubblici spesi per uccidere”.



 

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