Martedì, 23 Luglio 2024
Traffico di droga

Maxi inchiesta su un traffico internazionale di droga, estradati i vertici dell'organizzazione: ora sono in carcere

Ad attenderli all’aeroporto c’erano anche i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Forlì, che hanno proceduto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere

Si trovano in carcere, uno a Bologna e l'altro a Civitavecchia, i due elementi di spicco al vertice di un'organizzazione specializzata in un traffico internazionale di sostanze stupefacenti decapitata lo scorso giugno grazie un'indagine condotta dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e delle Squadre Mobili delle Questure di Forlì e Modena e che aveva portato all'arresto anche di un autotrasportatore forlivese di 46 anni. Si tratta di due cittadini albanesi, rispettivamente di 39 e 47 anni, che sono stati estradati dall’Olanda e dalla Germania e che sono stati consegnati alle autorità italiane. Ad attenderli all’aeroporto c’erano anche i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Forlì, che hanno proceduto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Dalle indagini è emerso che i due cittadini albanesi arrestati erano al vertice di un sistema criminale ramificato ed esteso su tutto il territorio dell’Unione Europea; erano dei veri e propri broker, decidendo quantità e tipo di stupefacente da importare, oltre alla modalità e luogo di distribuzione. Per le loro attività di coordinamento e di direzione si sono avvalsi di sofisticati sistemi di comunicazione criptata, impartendo ordini e disposizioni ad i sottoposti. Gli investigatori hanno ricostruito e documentato anche un sequestro di persona a scopo di estorsione che i due avevano  ordinato per punire “presunti” traditori. Entrambi erano già stati arrestati nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna – Direzione Distrettuale Antimafia – a carico di soggetti residenti in Italia e all’estero.

L’operazione, svolta congiuntamente tra forze di polizia e magistrature di sei Paesi membri dell’Unione Europea, sotto il coordinamento di Europol e di Eurojust, ha smantellato più reti criminali composte prevalentemente da soggetti di origine albanesi, responsabili di aver importato sul continente e distribuito decine di quintali di cocaina per anni, avvalendosi di aziende del settore dell’autotrasporto operanti anche in Romagna. L'inchiesta è stata condotta dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e delle Squadre Mobili delle Questure di Forlì e Modena che, a seguito del pedinamento dell'autotrasportatore forlivese, hanno ricostruito un’estesa e ramificata rete di trafficanti di cocaina e hashish, in grado di importare dal Belgio e dalla Spagna, avvalendosi di veicoli appositamente modificati, quintali di droga, poi distribuita a fornitori di livello intermedio dimoranti nel nord e nel centro Italia. 

Oltre al sequestro di 114 chili di cocaina, 37 chili di hashish, di un milione di euro in contanti ed arrestare, l’attività d’indagine ha permesso di documentare e raccogliere elementi probatori su 36 episodi di importazione transnazionale di sostanza stupefacente del tipo cocaina e di hashish, effettuati nel periodo compreso tra marzo 2020 e giugno 2021, per un peso totale pari a oltre una tonnellata di cocaina e una tonnellata di hashish. I due cittadini albanesi si trovano nel carcere di Bologna e di Civitavecchia. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Maxi inchiesta su un traffico internazionale di droga, estradati i vertici dell'organizzazione: ora sono in carcere
ForlìToday è in caricamento