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Medicina, il rettore: "Non un policlinico della Romagna, ma la prima azienda universitaria territoriale"

Con l'insediamento del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, Forlì e la Romagna si giocano una nuova e inedita sfida organizzativa, quella di creare la prima "azienda sanitaria territoriale universitaria"

Con l'insediamento del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, Forlì e la Romagna si giocano una nuova e inedita sfida organizzativa, quella di creare la prima "azienda sanitaria territoriale universitaria", vale a dire un'Ausl Romagna pienamente integrata con l'Università. E' con questa definizione che il rettore dell'Alma Mater Francesco Ubertini coniuga quella che inizialmente aveva battezzato come il "policlinico della Romagna". Insomma, l'Alma Mater non pensa di insediare una propria azienda ospedaliera, ma di realizzare assieme all'Ausl "un'azienda territoriale universitaria che per ora non esistono". Questo perchè "è indispensabile lavorare sul territorio".

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E' d'altra parte un modello sanitario che trova concorde la Regione, il cui presidente Stefano Bonaccini indica la direzione: "Abbiamo bisogno di investimenti sulla medicina territoriale, sull'assistenza domiciliare, il presidente che mi ha preceduto ha scommesso sul modello delle 'Case della Salute', su cui ora le altre regioni ci rincorrono. Ne sarà realizzata una anche a Forlì, con un investimento da 11 milioni di euro". Per Bonaccini "l'Emilia-Romagna che investe sui saperi e che concorre sul mercato globale non parla più di separarsi in due regioni". Per Bonaccini sarebbero state "due debolezze", mentre "oggi corriamo nel mondo".

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Anche per il direttore dgenerale ell'Ausl Romagna Tiziano Carradori "è una grande opportunità poter concorrere alla formazione dei nostri operatori sanitari", che si inserisce "nella sfida di adeguare continuamente la sanità, come abbiamo visto in questo periodo di pandemia". Da parte sua l'Ausl mette sul piatto dei 95 neo-studenti di Medicina un'azienda sanitaria composta da 4 ospedali che erogano cure fino al terzo livello, più altri ospedali secondari, 4.600 posti letto, 200mila ricoveri e 17 milioni di prestazioni sanitarie. 

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