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Meldola, muore a soli 44 anni don Fabio Giacometti

Si terranno giovedì 15 settembre, alle 17, nella centralissima Piazza Orsini di Meldola, i funerali di don Fabio Giacometti, il sacerdote 44enne scomparso alle prime ore di martedì, all'ospedale "Bufalini"

Si terranno giovedì 15 settembre, alle 17, nella centralissima Piazza Orsini di Meldola, i funerali di don Fabio Giacometti, il sacerdote 44enne scomparso alle prime ore di martedì, all’ospedale “Bufalini” di Cesena. Don Fabio era di Forlì, ma già da cinque anni prestava servizio pastorale nella località bidentina. Il parroco don Mauro Petrini ha chiesto e ottenuto dalle autorità comunali la piazza cittadina, in previsione del gran numero di persone che vorrà rendere l’estremo saluto al giovane prete, ucciso da un male crudele e fulmineo.

La santa messa esequiale sarà presieduta dal vescovo monsignor Lino Pizzi, presenti tutti i presbiteri della Diocesi. “Caro Fabio – dirà don Mauro nel discorso di commiato - i disegni del Signore sono imperscrutabili, ma tu ci hai fatto l’ultimo scherzo, il più pesante”.

E’ difficile anche per un credente farsi una ragione della fine repentina di don Giacometti. Nel momento del trapasso, al suo capezzale, stravolte dal dolore c’erano la madre, che 12 anni fa ha già perso il marito Giuseppe per un tumore, e la sorella Marina, infermiera professionale al “Morgagni-Pierantoni” di Forlì, anche se nelle ultime settimane si era defilata dal lavoro proprio per assistere il congiunto infermo. Fra gli ultimi a vederlo in vita, due suoi ex giovani, precipitatisi in serata da Milano appena informati della fine imminente. Don Fabio Giacometti era stato ordinato presbitero l’11 ottobre 2008, neppure 3 anni fa, nel Duomo di Forlì. Quel giorno, i primi banchi della chiesa madre dei forlivesi ostentavano una folta rappresentanza di meldolesi, a testimoniare l’affetto di un’intera comunità per il giovane prete, che già da due anni prestava servizio come assistente parrocchiale.

“Il presbitero – si legge nel libretto che don Fabio diffuse ai fedeli in occasione del rito – è ben consapevole di agire in nome di Cristo: i suoi gesti incarnano un’azione personale del Risorto”. Lo stesso don Fabio, subito prima dell’ordinazione, era stato informato dal vescovo che “i presbiteri, che sono stati presi tra gli uomini, vivono in mezzo agli altri uomini come fratelli in mezzo ai fratelli, per adempiere la loro missione nel mondo”. Poi esplose la sua gioia per un obiettivo fortemente voluto e inseguito: don Giacometti, classe 1967, era, infatti, giunto alla tanto agognata ordinazione al termine di un cammino avviato niente meno che nel 1990. La sua lunga storia vocazionale si è dipanata per almeno un decennio nella parrocchia forlivese di San Giuseppe Artigiano, all’epoca guidata dall’attuale curato di Cà Ossi, don Emanuele Lorusso. Ma è curioso anche l’antefatto: mentre sta disputando la sua partita domenicale di calcio nelle fila del “Ronco Scintilla” a Sant’Egidio di Cesena, Giacometti, che era un ottimo mediano, si fa male ed esce anzitempo dal campo. Comincia a frequentare la Casa della Carità di Bertinoro, e lì si accorge di un’umanità a lui sconosciuta. L’anno dopo bussa alla porta del seminario, deciso a farsi prete. Poi si rivolge all’esperienza missionaria dei Padri Saveriani, interrotta nel 1994. Trova lavoro a Forlì come magazziniere alla Bartoletti. Il fuoco della consacrazione a Dio continua però a divampare nel suo cuore, al punto da riportarlo in seminario nel Duemila.

Nel 2006 don Fabio giunge a Meldola da don Petrini, con l’incarico di seguire l’oratorio. Ed è lì che scopre il suo talento più grande: curare i giovani, italiani ed extracomunitari, anche i più disagiati, ed accompagnarli nella loro crescita umana e di fede. Quegli stessi ragazzi che non mancheranno di manifestare la loro gratitudine a don Fabio, al termine del rito di commiato dal suo (sin troppo breve) cammino terreno. Ciao, Fabio, ci mancherà la tua estrosità e la tua simpatia, mai venuta meno, neanche al culmine della malattia. Al termine del mesto rito, il feretro con le spoglie mortali di don Fabio Giacometti proseguirà per il cimitero di Bussecchio, per essere tumulate nella cappella dei sacerdoti, a pochi metri dall’amato padre. Per espressa volontà del defunto, le offerte raccolte nel corso della liturgia esequiale saranno devolute alle attività della parrocchia. Senza escludere che si dia subito corso ad un progetto di attenzione ai ragazzi disagiati, che perpetui per sempre il nome di questo giovane sfortunato sacerdote.
 

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