Meno spazi per i disabili nella sede Ausl di via Colombo? "Accorpati gli uffici, è sperimentale"

“Questo trasferimento ha comportato ovviamente un maggiore afflusso alla sede, con una necessaria riorganizzazione dei posti auto adiacenti alla struttura"

La chiusura del parcheggio della sede Ausl di via Colombo, prima utilizzato dalle famiglie con figli disabili seguiti dalla Neuropsichiatria Infantile? Avvenuta per la riorganizzazione delle sedi, dato che da lunedì 17 giugno, tutti i servizi socio-sanitari presenti in via Oberdan sono stati trasferiti nel nuovo polo di via Colombo. Lo spiega l'Ausl, che risponde così ai genitori che lamentano una mancanza di rispetto e la creazione di una nuova, inutile, barriera architettonica.

Spiega l'Ausl nella sua nota: “Questo trasferimento ha comportato ovviamente un maggiore afflusso alla sede, con una necessaria riorganizzazione dei posti auto adiacenti alla struttura. Si tratta di una soluzione temporanea, in attesa della definitiva valutazione dei flussi di utenza a tali parcheggi, come avviene durante l'attivazione di qualsiasi nuovo servizio. In particolare, non è stato chiuso nessun parcheggio ai disabili, che conservano i due posti auto, spostati immediatamente a fianco della struttura e la sbarra, inserita all'ingresso, ha una funzione di sicurezza per i pedoni, regolamentando il traffico veicolare”.

Infine l'apertura: “Trattandosi di una soluzione temporanea, dopo la valutazione preliminare di cui sopra, si potranno studiare soluzioni alternative, sia per gli utenti disabili che per tutta l'utenza, per ridurrei disagi, ma anche per garantire la massima sicurezza. Si sta valutando la possibilità di permettere l'accesso agli utenti disabili nella zona di sicurezza dei pedoni, tramite una chiamata al punto informativo della struttura. Si ricorda infine che è stato predisposto, nel nuovo polo, un accesso dedicato per disabili all'ambulatorio prelievi”.

 La replica delle famiglie

Controbattono le famiglie che protestano: "Non capiamo con quale logica hanno transennato quei 30 posti per la
flotta aziendale, anziché lasciarli liberi alle utenze per, come sostengono, valutare l’afflusso degli utenti al servizio non nuovo. Se vogliamo essere sinceri i conteggi dell’affluenza pensiamo che sia ben chiara alla direzione visto che il servizio è trasferito e quindi un ordine di grandezza la sanno perfettamente. Tanto più che se hanno previsto una maggiore affluenza dovevano già prevedere l’aumento dei posteggi per disabili, a volte, occupati da automezzi senza alcun contrassegno, visto che l’area transennata non è accessibile. Altra segnalazione che vogliamo fare all’ente è che devono comunque chiedere ai propri dipendenti di non andare ad occupare i pochi posti liberi anziché entrare nell’area a loro adibita. Meraviglia altresì da quanto menzionato dal comunicato come non siano state predisposte soluzioni alle problematiche già note e che si erano manifestate anche con l’originaria disposizione, un’azienda che dice che “valuterà” il da farsi, ma sorge una domanda ma prima di fare qualsiasi cosa o modifica all’esistente una valutazione “no”? “Prima facciamo e poi vedremo come funziona” dispiace che le loro valutazioni, si scontrino con la vita di tante persone a cui hanno reso difficile usufruire di servizi a cui in primis ai bambini, poi i famigliari o associazioni di volontari che dovrebbero poter accedere in condizioni agevolate e non dover fare giri su giri per trovare un parcheggio, oppure bastano “2” posti vicino alla sbarra? In ultimo vogliamo sottolineare che l’ingresso ai disabili al punto prelievi non è una concessione ma un dovere. Attendiamo fiduciosi l’intervento dell’istituzioni locali".

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