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Mensa dei poveri senza risorse: "Non arrivamo all'estate"

"Cento coperti anche domenica. Con i soldi in cassa al momento non si arriva all'estate. Noi offriamo finché ce n'è, poi vedremo". La Mensa dei Poveri di Santa Maria del Fiore è alla canna del gas. Per 30 anni è stato il fiore all'occhiello della carità cappuccina

“Cento coperti anche domenica. Con i soldi in cassa al momento non si arriva all’estate. Noi offriamo finché ce n’è, poi vedremo”. La Mensa dei Poveri di Santa Maria del Fiore è alla canna del gas. Per 30 anni è stato il fiore all’occhiello della carità cappuccina. Adesso rischia seriamente di chiudere. Fondata nel 1983 dall’allora parroco padre Lazzaro Corazzi, che poi avrebbe realizzato una cosa analoga a Rimini, condotta personalmente sino alla morte, nel 2003, offre un pranzo caldo ad un numero di persone che si aggira sulle 50 presenze giornaliere.

Negli ultimi tempi, a causa della persistente crisi economica, gli utenti sono pressoché raddoppiati. “Si tratta per lo più di immigrati e di senza tetto – dichiara Alessandro Guidetti, vice presidente dell’“Associazione San Francesco Mensa dei Poveri” che gestisce il servizio – ma gli italiani sono in crescita”. Si presentano interi nuclei familiari, anche se non tutti insieme, si vergognano. Qualcuno prende su qualcosa da portare a casa. Vista l’importanza sociale e il ruolo sussidiario del “gesto”, gli enti pubblici, a cominciare dal Comune, hanno sempre garantito un sostegno economico annuale. “Nessun problema sul fronte dell’approvvigionamento alimentare - continua Guidetti – visto che le derrate arrivano con regolarità dai supermercati della zona, dai privati e dal Banco Alimentare. Quello che manca è il denaro: abbiamo operatori stipendiati, utenze da pagare, in pulmino da gestire e un servizio alla persona da garantire. Siamo agli sgoccioli”. “La Mensa dei Poveri – interviene il parroco don Luigi Burchi, subentrato nel settembre 2012 a padre Vittorio Ottaviani dopo ben 473 anni di presenza cappuccina a Forlì – è parte integrante del ‘dna’ di Santa Maria del Fiore e della città tutta, e deve assolutamente continuare”.

Giusto tre anni fa, il 14 maggio 2010, veniva inaugurata la “nuova” Mensa San Francesco, completamente rinnovata grazie al generoso “service” di 24.000 euro del Lions Club Forlì “Valle del Bidente, che consentì il rifacimento integrale della cucina (cappa a parete, lavastoviglie, friggitrice, cella frigorifera e congelatore, cuocipasta, doccia, tavoli da mensa e infine tegami e vassoi). Fra il 2009 e il 2011 sono stati distribuiti 60.000 pasti caldi, consegnando circa 10.000 borse alimentari ad altrettante persone indigenti. Settimanalmente sono 70 le famiglie assistite. Don Burchi rivolge un accurato appello alle autorità perché intervengano concretamente, ma anche ai privati che si possono permettere di aiutare la mensa perché sopravviva. A marzo, la parrocchia si è vista restituire dalla Caritas diocesana il servizio, assunto d’urgenza a settembre l’indomani della partenza definitiva da Forlì dei Cappuccini. La Caritas è rimasta in loco con il dormitorio, in grado di garantire sino a 35 posti letto al giorno, ma la Mensa è ritornata alla parrocchia. “Eravamo d’accordo così – riprende Guidetti – anche perché la Caritas sta già facendo tanto”. I 15 volontari dell’associazione, coadiuvati da Scout, San Vincenzo, Ordine Francescano secolare e Gruppo Preghiera Padre Pio, si adoperano con intensità e zelo, ma la Mensa fondata e condotta dai frati aveva una marcia in più, sia in termini di volontari che di denaro. “I frati – conclude il responsabile – ricevevano aiuti da tutto il movimento francescano regionale, mentre noi ci ritroviamo pressoché soli, a fornire un servizio che va a beneficio dell’intera collettività. La Fondazione della Cassa di Risparmio di Forli ha da sempre contribuito a detta attività, e solo in ragione di fatti esterni come le difficoltà per il cambio di gestione, hanno causato ritardi che ci stanno mettendo in difficoltà. Si parla di oltre 10 milioni di euro dal 2000".

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