Messa solenne del Corpus Domini a San Mercuriale, "Ora siamo tornati e siamo in molti"

Almeno 250 persone all’esterno di san Mercuriale, in aggiunta ai circa 200 fra fedeli e concelebranti che sono riusciti ad entrare in basilica, limitata nella capienza dalle misure di contenimento per l’emergenza Coronavirus, hanno preso parte giovedì sera alla messa solenne del Corpus Domini presieduta dal vescovo mons. Livio Corazza

Ora siamo tornati, e siamo in molti”. Almeno 250 persone all’esterno di san Mercuriale, in aggiunta ai circa 200 fra fedeli e concelebranti che sono riusciti ad entrare in basilica, limitata nella capienza dalle misure di contenimento per l’emergenza Coronavirus, hanno preso parte giovedì sera alla messa solenne del Corpus Domini presieduta dal vescovo mons. Livio Corazza. Il brusco calo termico provocato dal temporale caduto su Forlì nel tardo pomeriggio, ha impedito che la celebrazione si svolgesse in piazza nell’area antistante il chiostro di San Mercuriale, ma non ha scoraggiato i forlivesi, intervenuti in massa al primo evento religioso tenutosi nell’antico Campo dell’Abate dallo scoppio della pandemia.

"Cari fratelli e sorelle - esordisce nell’omelia il vescovo di Forlì-Bertinoro, che subito prima della Messa è apparso una prima volta sulla porta della basilica per salutare quanti erano rimasti fuori - l’ultima volta che sono venuto qui, era tutto diverso. La piazza era vuota. Ero in ginocchio davanti alla Madonna del Fuoco per chiedere la grazia della guarigione dal male che incombeva sulle vite nostre e di tanti nostri fratelli e sorelle. C’era il sindaco, il parroco di san Mercuriale, i rappresentanti delle forze dell’ordine. E voi tutti, con me, eravate in preghiera”.

Era il 19 aprile, seconda domenica di Pasqua, nel pieno del "restate a casa" imposto dal Governo per limitare il contagio. “E’ stato un momento unico e per certi versi drammatico – continua il presule - per altri versi pieno di speranza. Era il primo passo sulla via della speranza, che adesso continua a camminare con piede più spedito”. La festa del Corpus Domini è particolarmente cara ai forlivesi: "È il momento dove celebriamo il nostro essere in comunione. È la volontà del Signore che ci vuole in comunione e in pace fra noi e con tutti”. Se è vero che per oltre due mesi il popolo non ha partecipato alle sante messe, il corpo di Cristo non era diviso. “L’Eucaristia che celebriamo ci ricorda che siamo sempre un corpo solo. Nella festa del Corpus Domini si rinnova la promessa del Signore: io sono con voi. Siamo un solo corpo e un solo spirito. E chi partecipa alla messa, conferma questa appartenenza al corpo di Cristo. Niente e nessuno ci potrà mai separare da Lui. Siamo famiglia anche quando siamo lontani". Mons. Corazza ricorda tutte le modalità virtuali che sono state proposte ai fedeli pur di mantenere il filo di una presenza non solo spirituale ma reale. “Ora vi aspetto di nuovo in chiesa. Non si vive di incontri virtuali o di sole percezioni. Sono stati importanti, ma è ora di riprendere. Con i parroci e i loro collaboratori cercheremo di fare di tutto perché gli incontri siano vissuti in sicurezza. Perché ci teniamo alla vita e alla salute di tutti. Non siamo irresponsabili. Ma ora ritornate".

Per la festa del Corpus Domini 2020 è mancato il corteo orante con l’ostensione del Santissimo Sacramento per le vie del centro. "Avremmo desiderato esprimere la nostra fede anche con la processione, come avviene da alcuni secoli nella chiesa. Uscendo dalle nostre chiese con il Santissimo, i cristiani vogliono dire il nostro amore per Cristo la fiducia nella sua presenza e l’amore del Signore per tutti, credenti e non credenti. Non è una manifestazione di trionfalismo ma di amore e di servizio: siamo qui a rinnovare la nostra volontà e disponibilità a servire la comunità per il bene di tutti". Il vescovo ricorda l’impegno profuso da tanti volontari nella fase più stringente dell’epidemia, aiutando tutti senza differenze.

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"Accanto ai segnali di morte e di sofferenza, questa pandemia ci ha ricordato che è molto più profondo e vero quello che ci unisce di quello che ci divide. Tutti erano curati, tutti erano assistiti, perché tutti sono amati dal Signore”. Nel bel mezzo del concerto festoso delle campane di San Mercuriale, come avviene solo nei momenti di vera gioia della comunità cristiana forlivese, Mons. Corazza ha concluso la celebrazione con la benedizione eucaristica dei fedeli presenti e della città tutta. Non senza ricordare che il servizio alla comunità deve continuare: "Sapremo inginocchiarci con la nostra carità e solidarietà davanti ad ogni fratello e sorella bisognoso di aiuto, ricordandoci quello che Gesù ha detto: "Ogni volta che avete fatto questo lo avete fatto a me"".

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