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Anche la chiesa forlivese adotta il nuovo Messale liturgico romano

Il vescovo di Forlì - Bertinoro Livio Corazza ha annunciato alcune importanti novità liturgiche lunedì, nell’ultimo degli incontri formativi di Coriano

Anche la chiesa forlivese adotta il nuovo Messale liturgico romano. La grande novità, annunciata lunedì scorso dal vescovo di Forlì - Bertinoro Livio Corazza nell’ultimo degli incontri formativi di Coriano, andrà a regime dopo la solennità patronale della Madonna del Fuoco, alla prima Domenica di Quaresima. La celebrazione di consegna del Messale e ritiro del vecchio sarà preceduta da due incontri di presentazione.

"Dopo l’approvazione della plenaria dei vescovi, arrivata nel novembre 2018 – comunica il vescovo - la nuova edizione italiana (la terza) del Messale Romano è stata promulgata da Papa Francesco, in seguito al giudizio positivo della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Durante l’Assemblea generale del maggio scorso - continua Corazza - è stato il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, ad annunciare l’avvenuta “confirmatio” della Santa Sede, che ha concluso così un lavoro di studio e miglioramento dei testi durato oltre 16 anni".

La liturgia è importante per la vita della chiesa e per la fede dei cristiani. "Non vi chiedo - incalza il presule friulano, prendendo a prestito le parole del papa argentino - di andare a Messa la domenica, ma di desiderare di andare a Messa; se non lo desideri, è inutile che te lo dica, è come obbligare uno a volerti bene, a stare con te. Se non lo capisci, vuol dire che sei in riserva, che sei scarico. Interroghiamoci seriamente e serenamente su questo: cosa ci trova un cristiano nella messa della domenica, nel ritrovarsi insieme? Non è sufficiente, come tanti ci stuzzicano, che uno viva la fede dentro l’intimità della propria coscienza individuale? A che serve incontrare gli altri?".

"È evidente - continua il vescovo Livio - che oggi l’andare a messa non è né facile né scontato; le chiese sono sempre più vuote. Possiamo vivere questa crisi come una tragedia, oppure con indifferenza. Oppure – ed è ciò che spero – come opportunità". Nella liturgia si riflette la crisi attuale della vita di fede. Ma oltre alla diminuzione della frequenza alle celebrazioni, si registra l’esigenza di una maggiore qualità delle liturgie, anche da parte dei giovani. "La Messa non è fatta per trasmettere categorie dottrinali, ma è opera di Cristo e della Chiesa. È punto di arrivo e di partenza anche per il singolo cristiano. Nessuna pratica di pietà tolga o offuschi la centralità della liturgia eucaristica. Quando si dà continuità alla celebrazione comunitaria della fede e dell’amore di Dio? Quando ci lasciamo guidare dalla Parola? La nostra sfida è credere nella messa non come un optional, ma vedere in essa un passaggio fondamentale per la vita del cristiano. Lo slogan che ci guida potrebbe essere meno messe, più messa. Anche se la messa non sarà più sotto casa o nell’orario solito e dovremo cambiare le nostre abitudini".

Nel corso della serata, mons. Corazza ha annunciato un’altra novità liturgica, strettamente collegata all’introduzione del nuovo messale: la recita del Padre Nostro secondo la nuova traduzione. Nella preghiera insegnataci da Gesù, l’invocazione "Non ci indurre in tentazione" lascia il posto a "Non abbandonarci alla tentazione". All’espressione “come noi li rimettiamo” viene aggiunto un “anche”: “come anche noi...”. È una conseguenza della traduzione della Bibbia approvata da Papa Benedetto XVI nel 2008: "La tentazione non viene da Dio, Dio ci sostiene e non ci abbandona nella tentazione. Il bene è più forte del male, se noi ci lasciamo proteggere dal Padre". Il nuovo Padre Nostro entrerà in vigore il primo dicembre, con l’inizio dell’Avvento, che costituisce anche l’avvio del nuovo Anno Liturgico. 

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