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Cronaca

Meteo, il freddo artico non basta: "E' tra i mesi d'ottobre più caldi dal 1950"

"Le prime due decadi del mese - ricorda Randi - sono state continuamente interessate da correnti meridionali a tutte le quote particolarmente calde"

E' calato il sipario sul caldo africano. Il fronte nord-atlantico ha spodestato l'alta pressione nordafricana, spalancando le porte all'autunno. L'irruzione delle masse d'aria fredda di matrice artica ha portato, oltre ad un abbassamento delle temperature, anche i primi fiocchi di neve in Campigna, oltre i 1400 metri. Nonostante questo importante cambiamento atmosferico, ottobre finirà col conquistare il primo posto nel ranking dei mesi di ottobre più caldi dal 1950.

I PRECEDENTI - Ottobre, spiega Pierluigi Randi, meteorologo-previsore di MeteoCenter.it/Meteoromagna.com, "è stato un mese fino caldissimo, con anomalie di temperatura media (rispetto alla norma climatologica di periodo 1971-2000) oscillante tra i +4/+5°C e localmente anche oltre. Anomalie di questa grandezza potranno facilmente far divenire l’ottobre 2014 il più caldo almeno dal 1950; infatti l’attuale record relativo al mese di ottobre più caldo dal 1950 spetta a quello del 1966 (anomalia di temperatura media mensile su base regionale di +3.2°C), seguito dall’ottobre 2001 (anomalia di +2.6°C)".

LE PRIME DUE SETTIMANE - "Le prime due decadi del mese - ricorda Randi - sono state continuamente interessate da correnti meridionali a tutte le quote particolarmente calde, talora associate a situazioni di alta pressione e quindi foriere di bel tempo; talora assai umide ed instabili all’origine di passaggi perturbati e frequentemente temporaleschi". "I numerosi temporali dalle caratteristiche talora estive - continua l'esperto meteo - si sono innescati proprio perchè nella bassa troposfera avevamo valori termici tipici della terza decade di agosto o della prima di settembre, allorquando i temporali sono fenomeni del tutto consueti".

RISCALDAMENTO GLOBALE - Continui cambiamenti atmosferici, che ricordano come "il riscaldamento globale continua imperterrito anche se con magnitudine un pò meno elevata rispetto ad alcuni anni fa (ma potrebbe trattarsi di semplice variabilità naturale)". Tuttavia, sottolinea Randi, "più che a fenomeni tipo grandinate o trombe marine, esso è correlato all’intensità di precipitazione nell’unità di tempo. L’aspetto più preoccupante dei tempi nostri non è tanto legato al verificarsi di fenomeni vorticosi o grandinate (che sono classici delle nostre zone e lo erano anche nel passato), ma a precipitazioni estremamente intense in breve tempo, ed in quest’ultimo caso la correlazione tra nubifragi, alluvioni lampo e temperature troppo elevate nei bassi strati è stato ampiamente dimostrato".

PROSSIMI GIORNI - Per i prossimi giorni, annuncia Randi, "il tempo è destinato a ristabilirsi rapidamente poichè tornerà l’alta pressione, ma questa volta non avrà le stesse caratteristiche dei giorni passati. Sarà una classica alta pressione dai connotati autunnali, e quindi associata a temperature normali per il periodo grazie alla circolazione di masse d’aria decisamente meno calde. In poche parole il bel tempo tornerà ma con valori termici allineati alla norma del periodo". Più difficile aver un quadro per il ponte del Primo Novembre: "La data è ancora molto lontana e quindi non è ancora possibile formulare una previsione sufficientemente attendibile - sentenzia Randi -. Alcuni segnali indicano la possibilità di un periodo debolmente o moderatamente instabile a partire dal 31 ottobre, con la possibilità di deboli precipitazioni, e con temperature nella norma stagionale. Ma l’incertezza è ancora elevata e quindi oltre uno scenario generico non è possibile andare".

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