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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca Santa Sofia

La diga di Ridracoli tracima: l'urlo della grande cascata. Attesa anche la neve

La diga di Ridracoli, costruita a partire dalla metà degli anni Settanta, rappresenta il principale serbatoio d'acqua potabile dell'acquedotto della Romagna

Urla il "gigante" di Ridracoli. Mercoledì mattina la diga ha iniziato la tracimazione, una lunga cascata di 103,5 metri che si spegne nell'alveo del fiume Bidente. Complici le recenti ed abbondanti precipitazioni che hanno interessato l'Appennino, l'invaso ha superato il volume massimo di 33 milioni di metri cubi d'acqua, oltrepassando il livello di sforo (557,39 metri). Rispetto alla mezzanotte, c'è stata una variazione di 2 centimetri sul livello, quanto basta per permettere all'invaso di alzare la voce.

Il fenomeno della tracimazione resta sempre suggestivo e coinvolgente, richiamando nella vallata del Bidente l'attenzione dei turisti. La diga di Ridracoli, costruita a partire dalla metà degli anni Settanta, rappresenta il principale serbatoio d'acqua potabile dell'acquedotto della Romagna, provvedendo a fornire mediamente circa il 50% dell'acqua distribuita sull'intero territorio.

A mantenere viva la tracimazione saranno le precipitazioni attese nelle prossime ore. Tra giovedì e venerdì è previsto un peggioramento delle condizioni atmosferiche, con piogge e nevicate oltre i 1000 metri. Pierluigi Randi, meteorologo-previsore di MeteoCenter.it/Meteoromagna.com, annuncia che i fiocchi possono spingere anche a quote più basse, soprattutto nella tarda serata di venerdì quando la dama bianca è attesa attorno ai 300 metri.

"Probabilmente, se l’evoluzione prevista dai modelli fisico-matematici verrà rispettata, i nostri rilievi metteranno per la prima volta l’abito bianco a quote discretamente basse, anche se in netto ritardo rispetto ai tempi dettati dalla climatologia", annuncia l'esperto meteo. E non si esclude che le precipitazioni nevose, laddove i fenomeni saranno più intensi, si possano spingere fin verso la pianura pedecollinare di imolese, faentino e forlivese. Ma Randi tranquillizza: "Non sono attesi accumuli al suolo di rilievo e se le precipitazioni risulteranno deboli o di breve durata l’eventualità appare alquanto remota".

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