Michele Guerra: "Sono io che ho fatto cantare i sindaci della Romagna"

Il fuori programma al tradizionale appuntamento del Pd che ha visto i quattro sindaci del territorio prendere in mano il microfono per cantare l'inno romagnolo

"Mi piace pensare di essere il cantante che ha fatto cantare i sindaci". Lui è Michele Guerra e è stato il protagonista del tradizionale appuntamento del Pd, organizzato dai circoli democratici ‘Cervese’ (Forlì) e ‘Ville Unite’ (Ravenna) a Borgo Sisa, e divenuto ormai di fatto il principale “pensatoio politico” estivo di centro-sinistra. All'appuntamento hanno partecipato i sindaci della Romagna: Gian Luca Zattini di Forlì, Enzo Lattuca di Cesena, Michele de Pascale di Ravenna e Andrea Gnassi di Rimini. Durante la serata dal palco è partita la musica di Romagna Mia e, Guerra, ha coinvolto i primi cittadini in un karaoke di quello che è considerato l'inno del nostro territorio. "Faccio musica da più di 20 anni, e da 4 sto portando avanti, assieme al “collega” e grande amico Lorenzo Senzani, il progetto “Skitarrate” - spiega Guerra. - Coinvolgere il pubblico è sempre stato un “must” nelle mie esibizioni musicali: lo “Skitarrate” è uno spettacolo di musica acustica dal vivo che, per il tipo di repertorio proposto, quello dei grandi cantautori italiani, ci facilita nel raggiungimento di questo obiettivo. Ci piace invitare gli spettatori a cantare con noi, vogliamo essere una cosa sola con loro e non un semplice sottofondo musicale".

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"Mercoledì a Borgo Sisa - prosegue il cantante - ci stavamo esibendo nello stand accanto all’area dibattiti dove era in corso un acceso confronto tra i sindaci delle quattro province romagnole. Devo dire che a volte, tra un brano e l’altro, sentivamo alzare i toni delle voci, forse per i temi trattati o forse per stare sopra ai nostri volumi. Siccome l’ironia fa parte del nostro DNA, durante lo spettacolo abbiamo più volte scherzato con il nostro pubblico ipotizzando di invitare i quattro sindaci a cantare assieme a noi. Ma dallo scherzo alla realtà il passo è stato molto breve. Sul palco siamo ragazzi molto istintivi e spontanei, e appena abbiamo visto uscire dall’area dibattiti Michele De Pascale, abbiamo ironicamente attirato la sua attenzione invitandolo a raggiungerci. In maniera molto simpatica, dimostrando una grande disponibilità e cordialità, è entrato subito nella parte, facendo anche forza ai colleghi affinché si unissero a noi. “Romagna mia” è l’inno della nostra terra, la Romagna appunto, e in quel contesto era il brano perfetto, così come perfetta era l’atmosfera che si è creata in pochi istanti. E’ stata la dimostrazione che si può e si deve essere uniti, indipendentemente dalle idee e dalle posizioni politiche. E’ così che si diventa grandi e forti. Per me è stato un momento molto emozionante, proprio perché non organizzato a tavolino, e che porterò sempre con me. A fine serata una persona mi si è avvicinata e mi ha detto “ecco il cantante che ha fatto cantare i sindaci”. Questa cosa, sebbene a qualcuno possa sembrare di poco valore, mi rende assolutamente orgoglioso".

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