Migranti, 43 associazioni: "Gli irregolari sfuggono ai controlli anti-epidemia. Serve una regolarizzazione"

"Ci sono ora lavoratori invisibili, irregolari, per cui non possono essere iscritti al sistema sanitario nazionale, non possono pertanto avere un medico di base, sfuggono al sistema di monitoraggio del contagio"

Una regolarizzazione universale di tutti i migranti irregolari attualmente presenti sul suolo italiano concedendo permessi di soggiorno validi per un anno, così da far accedere 600mila persone a tutti i percorsi di monitoraggio e controllo dell'epidemia del Coronavirus, partendo dalla possibilità di scegliersi un medico di famiglia, e arrivando alla scadenza di un anno con una nuova legge sull'immigrazione. E' la richiesta di emettere un decreto legge che arriva con un appello firmato da un nutrito gruppo di 43 associazioni, tra cui Avvocati di Strada Ravenna, Cgil di Forlì e di Cesena, Libera Forlì, Caritas-Migrantes e Forlì Città Aperta. Il ragionamento dei firmatari è che in questa fase, anche volendo, non è neanche possibile attuare forme di rimpatrio, dato il blocco sostanziale dei trasporti e la chiusura dei confini nazionali.

“Non è solo una questione umanitaria e di giustizia, oggi c'è anche una motivazione ulteriore di sicurezza della salute pubblica. Ci sono ora lavoratori invisibili, irregolari, per cui non possono essere iscritti al sistema sanitario nazionale, non possono pertanto avere un medico di base, sfuggono al sistema di monitoraggio del contagio e non è possibile sottoporli a tracciamento e isolamento in caso di positività”, spiega Walter Neri del servizio Migrantes della Diocesi di Forlì-Bertinoro. Aggiunge Nicola Sorgi di 'Forlì città aperta': “Chiediamo la regolarizzazione di tutti i migranti, a riguardo sono partite varie campagne locali e nazionali, vogliamo stimolare il dibattito pubblico. Si stima che in Italia ci siano 600mila immigrati che sono irregolari a causa di leggi sempre peggiori, 600mila persone che non possono lavorare in regola e neanche scegliersi un medico di base”. E, ricorda Sorgi, “se uno si ammala si possono ammalare anche gli altri e quindi non ci può che essere ancora più coesione sociale”. La regolarizzazione viene richiesta, però, non solo per motivi sanitari, ma anche per l'accesso a tutta una serie di diritti, dalla casa al lavoro, alla sanità pubblica. “Queste persone non sono scarti umani, hanno i nostri diritti”, sempre Neri.

Col Coronavirus sono cambiate improvvisamente le dinamiche di alcuni mercati del lavoro, per esempio in agricoltura. Lo dice Franco Ronconi di Libera: “L'imprenditoria ora ha chiesto braccia per far fronte alle sue necessità. Esiste un mondo di 600mila persone invisibili che improvvisamente diventano utili alla bisogna”, specialmente nei lavori stagionali. Ma il rischio è che, trovandosi nell'irregolarità, siano “schiavi, ed è successo nel nostro territorio, con un'organizzazione di sfruttamento in agricoltura di pachistani pagati a 250 euro al mese, di cui 200 euro trattenuti per vitto e alloggio”. Aggiunge Serena Balzani, segretaria Flai-Cgil e responsabile Migranti del sindacato: “Il lavoro irregolare non è solo nell'agricoltura, ma per esempio anche nella ristorazione e nel manifatturiero. In questo momento è una illegalità accettata dallo Stato, con l'aggravante che ora la gente ha sempre più paura per il virus e si allontana da queste persone”. E sempre Balzani: “Si dice tutti a casa, ma chi la casa non ce l'ha?”. Conclude Andrea Maestri, responsabile di Avvocati di strada Ravenna: “I migranti si trovano incastrati nelle pieghe della nostra legislazione, che è criminogena perché impedisce l'incontro tra domanda e offerta di lavoro”. Per Maestri, oltre ad un decreto dettato dall'emergenza virus, serve “una misura universale, non solo quindi settoriale in base alle esigenze economiche, ma che comprenda le ragioni di umanità e legalità”. E questo tramite “la regolarizzazione universale sotto forma di una strutturale riforma” dell'immigrazione.

Recita l'appello: “Vogliamo una regolarizzazione di tutte e tutti i migranti in Italia perché è giusta, è conveniente ed è l’unico strumento per uscire assieme da una crisi che, partita come sanitaria, sarà presto una feroce crisi economica. Non una sanatoria, perché la sanatoria è per gli evasori fiscali, i costruttori abusivi, per chi fa lavorare in nero. Una regolarizzazione che non riguardi solo chi attualmente lavora, e che quindi preveda anche un “permesso per ricerca lavoro” per chi è attualmente inoccupato, utilizzando il potere discrezionale concesso agli stati dalla Commissione Europea con risoluzione del 17.04.20 per gestire l’emergenza sanitaria, come suggerito da ASGI. Inoltre questo permesso potrebbe anche aprire la strada ad una futura, ed auspicabile, revisione del Testo Unico sull’Immigrazione, creando canali di ingresso sicuro nel paese e mettendo fine alla continua e decennale strage nel Mediterraneo. I migranti privi del Permesso di Soggiorno chiedono una regolarizzazione che li liberi dalla loro condizione di prigionieri di fatto. Chiedono la possibilità di lavorare in regola, avere un medico e una casa, partecipare in modo attivo e dignitoso alla società e contribuire alla sua crescita”.

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Il testo è firmato da ACLI Provinciali Forlì-Cesena; AJAFC Association de la Jeunesse Africaine di Forlì e Cesena; Anpi Forlì; Associazione di fratellanza e l’amicizia di Forlì (AFAF); Associazione guineana Forlì-Cesena; Associazione Senegalesi della Romagna (Yakkar-La speranza); Avvocati di strada Ravenna; Associazione Avvocato di Strada, Sezione Vanni Casadei, Forlì; Arte Migrante Forlì; Associazione Luciano Lama; Auser Forlì; Casa Madiba Network Rimini; CGIL Cesena; CGIL Forlì; Centropace “Annalena Tonelli” Forlì; Circolo Acli “Lamberto Valli” Forlì; Comitato per la lotta contro la fame nel mondo; Dialogos; Emergency Forlì-Cesena; Faisons la Paix; Fondazione guineana d'Italia; Forlì Città Aperta; Libera Forlì-Cesena; Life; LVIA Forlì; Magistratura Democratica Emilia-Romagna; Messaggeri dal Mondo; Mediterranea Forlì Cesena; Migrantes Forlì; Nuova Civiltà delle Macchine; Rete degli Studenti Medi Cesena; Rete degli Studenti Medi Forlì; Rete degli Studenti Universitari Forlì; Romagna Migrante; Salute e solidarietà; 6000 Sardine Cesena; 6000 Sardine Forlì; Tamkin; Teatro Due Mondi; Unione degli Universitari Forlì; Un Secco No; Welcome.

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