"Migranti: parte decisiva del futuro dell'Italia, a partire dal locale"

In questi giorni è balzato al centro del dibattito il tema della riforma del diritto di cittadinanza: questo anche grazie alla campagna "L'Italia sono anch'io" (cui ha molto opportunamente aderito anche il Comune di Forlì),

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

In questi giorni è balzato al centro del dibattito il tema della riforma del diritto di cittadinanza: questo anche grazie alla campagna "L'Italia sono anch'io" (cui ha molto opportunamente aderito anche il Comune di Forlì), che chiede l'introduzione in Italia dello ius soli temperato, la cittadinanza agli stranieri nati in Italia, e il riconoscimento del  diritto di voto per le elezioni amministrative ai cittadini migranti che lavorano regolarmente e sono presenti da cinque anni in Italia.

Nei giorni scorsi anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto nel dibattito, per ribadire dall'alto della sua carica l'assurdità di una legge che non riconosce come cittadini bambini e ragazzi nati in Italia, che nel nostro paese hanno vissuto tutta la propria vita,  e che qui hanno le proprie radici e i propri affetti.

Gli immigrati rappresentano ormai una componente fondamentale della nostra economia, e della nostra società. Secondo le stime dell'Istituto Tagliacarne sono sempre di più i settori per i quali l'apporto degli stranieri è fondamentale, e che senza di essi crollerebbero verticalmente: nel 2009 il contributo degli stranieri al volore aggiunto prodotto in Italia è stato di oltre 165 miliardi di euro, pari al 12,1% del totale.

I contributi da loro versati ammontano a sette miliardi e mezzo di euro, il 4% delle entrate dell'INPS. Soldi che servono a pagare le pensioni di un popolo sempre più vecchio come quello italiano, e che non torneranno nelle tasche di quei tanti stranieri che dopo anni di lavoro tornano nei propri paesi di origine lasciandoci in dote miliardi di contributi: altroché italiani che lavorano per gli stranieri scansafatiche, come sostengono coloro che stando al governo - lega e pdl - hanno rischiato di portare al fallimento l'intero paese!

Come documenta il recente libro di Walter Passerini e di Ignazio Marino "Senza pensioni" (Chiarelettere) gli stranieri oggi stanno supportando in maniera determinante il nostro sistema di welfare che si regge sempre con maggiore fatica. A chi sui giornali continua a ripetere triti, e francamente tristi, luoghi comuni smentiti da ogni ricerca e dall'evidenza dell'attualità secondo i quali gli stranieri rappresenterebbero una classe di parassiti che vivono alle nostre spalle chiediamo solo di aprire gli occhi e, cambiando radicalmente atteggiamento, di provare a costruire il futuro delel nostre società, abolendo la chiacchiera qualunquista e generatrice di assurdi rancori e dare forza ai legami di cittadinanza e di condivisione, come avviene - su quest'ultimo versante - in tutte le scuole del nostro territorio.

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