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Migranti senza titolo del decreto Sicurezza, la Caritas: "Vedremo come farcene carico"

In Emilia-Romagna "siamo in linea" con la Caritas della Lombardia, che ha deciso di farsi carico dei migranti rimasti senza titolo per effetto del decreto Sicurezza

In Emilia-Romagna "siamo in linea" con la Caritas della Lombardia, che ha deciso di farsi carico dei migranti rimasti senza titolo per effetto del decreto Sicurezza, ospitati nelle proprie strutture. A dirlo e' Sauro Bandi, direttore della Caritas di Forli' e delegato regionale per la Caritas Emilia-Romagna. Intanto, a Bologna si sta ragionando se e come replicare il modello lombardo anche sotto le Due torri. Nei prossimi giorni la Caritas diocesana ne parlera' con l'arcivescovo Matteo Zuppi. "Dobbiamo ancora confrontarci col vescovo- spiega alla 'Dire' don Matteo Prosperini, responsabile della Caritas di Bologna- stiamo valutando, vogliamo capire cosa fare". Certo e' che quella delle Caritas lombarde "e' una risposta lodevole- afferma don Prosperini- e forse anche l'unica fattibile". In via Altabella, dunque, "ci stiamo ragionando. Ma non sappiamo ancora che linea tenere- afferma il reponsabile della Caritas di Bologna- vogliamo cercare di dare una risposta intelligente. Alcune situazioni anche piccole sono gia' in atto, ma non nascono ieri dopo l'iniziativa della Caritas lombarda. Era anche prevedibile, del resto, dopo l'approvazione del decreto Salvini". Anche a livello regionale ci sono situazioni simili.

"Se parliamo della permanenza delle persone al termine del periodo nei Cas, gia' da tempo le nostre Caritas le accompagnano in percorsi di integrazione- afferma Bandi, parlando alla 'Dire'- siamo in linea con la Caritas della Lombardia, anche se noi abbiamo un'altra storia. In Emilia-Romagna le convenzioni per la gestione dei centri con le Caritas sono di meno. Qui sono soprattutto le cooperative sociali a farlo. Ma noi gestiamo comunque dormitori e strutture e gia' da tempo tante persone sono state accolte al termine del periodo nei Cas". Ad ogni modo, afferma Bandi, "la nostra convinzione e' continuare in questa direzione, accogliendo le persone e accompagnandole in percorsi di legalita'". Con il decreto Sicurezza, sottolinea il delegato della Caritas emiliano-romagnola, "cambia il fatto che saranno molti di piu' i migranti di cui farsi carico e probabilmente non avremo la possibilita' di accogliere tutti come vorremmo. Avremo anche meno strumenti giuridici per accompagnarli: se non avranno piu' titoli come il permesso di soggiorno, e' evidente che il nostro aiuto si riduce al solo sostentamento. Ma questo non puo' essere sufficiente. Non si puo' disattendere la legge, ma continueremo ad accoglierli e farci carico dei percorsi di integrazione". (Agenzia Dire)
 

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