Migrazione ed integrazione: si avvia alla conclusione il progetto "Integr-action"

Il programma di iniziative ha visto, da un lato, l’alternarsi di attività e momenti di approfondimento sul tema delle migrazioni e dell’integrazione che hanno coinvolto esperti della materia

Si avvia alla conclusione il progetto europeo "Integr-action. Sharing experiences to improve integration practices”, che si è svolto al Centro per la Pace di Forlì e ha visto la partecipazione di 42 ragazzi dai 18 ai 30 anni, provenienti da sei Paesi europei (Grecia, Italia, Polonia, Spagna, Turchia, Ungheria). Il programma di iniziative ha visto, da un lato, l’alternarsi di attività e momenti di approfondimento sul tema delle migrazioni e dell’integrazione che hanno coinvolto esperti della materia, testimoni diretti del fenomeno in stretto dialogo con i partecipanti del progetto e, dall’altro, visite alle nostre realtà locali (tra cui il Centro “Mandalà” che rappresenta un punto di aggregazione di diverse culture e di promozione dell’integrazione).

"Tra i momenti di particolare interesse del progetto va segnalato l’incontro del 5 aprile con l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Forlì Raoul Mosconi, il quale ha illustrato le differenti posizioni e necessità di migranti, richiedenti asilo e rifugiati, trattando i relativi aspetti legislativi riguardanti l’ordinamento nazionale ed europeo - spiega il presidente del Centro Pacem Michele di Domenico -. Il 6 aprile si è svolto, inoltre, un incontro tra i giovani partecipanti del progetto e i migranti già presenti sul territorio forlivese, i quali hanno raccontato la loro esperienza di vita e il percorso, spesso tortuoso e difficile, che li ha portati verso una maggiore integrazione all’interno del nostro tessuto sociale, rispondendo alle domande dei ragazzi".

"L’8 aprile tutti i gruppi di partecipanti si sono recati, accompagnati da vari operatori del Centro, al Museo interreligioso di Bertinoro - prosegue Di Domenico -. Durante la visita guidata è emerso come le varie religioni possano costituire un elemento non di divisione, bensì di condivisione: la conoscenza e l’incontro tra le diverse religioni consentono infatti di evitare che siano strumentalizzate per fomentare odio e conflitti. Ma l’esperienza non finisce con il termine di questo progetto: ciascun partecipante è stato infatti stimolato a produrre idee e a lavorare su proposte e progetti concreti di inclusione da attuare nelle loro rispettive realtà locali, una volta rientrati nei Paesi di provenienza. A tutti i partecipanti sarà consegnato, inoltre, un certificato denominato “youth pass” che consente di accedere ad altri progetti analoghi nell’ambito del Programma europeo Erasmus Plus, dentro il quale si inserisce anche il nostro progetto. Il futuro dell’integrazione cammina sulle gambe dei giovani europei".

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