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Valente, Messineo, Currò

Valente, Messineo, Currò

Tre militari del 66° muoiono in missione in Afghanistan

Tragedia in Afghanistan. Tre militari del 66° Reggimento Trieste, di stanza a Forlì, sono morti nella notte a seguito di un incidente stradale avvenuto nell'area di Shindad, nella parte occidentale dell'Afghanistan

Tragedia in Afghanistan. Tre militari del 66° Reggimento Trieste, di stanza a Forlì, sono morti nella notte tra domenica e lunedì a seguito di un incidente stradale avvenuto nell'area di Shindad, nella parte occidentale dell'Afghanistan. Si tratta del caporal maggiore Francesco Currò, 33 anni, messinese, residente nella frazione ravennate di Bastia, del primo caporal maggiore Francesco Paolo Messineo, 29 anni, di Termini Imerese e del caporal maggiore Luca Valente, 28 anni, di Gagliano del Capo (Lecce).

LA CARRIERA - I tre militari avevano già partecipato a missioni all'estero, tra cui proprio in Afghanistan. Il più esperto in questo senso era Currò, che avrebbe compiuto 33 anni fra una settimana: arruolato nel '97, era stato in Bosnia nel '98 e nel 2003, in Albania (99), Kosovo (2000), Iraq (2004), Libano (2010) e Afghanistan (2008). Messineo, arruolato nel 2005, era stato in Afghanistan nel 2008 e nuovamente nel 2009-2010. Valente, anch'egli arruolato nel 2005, era stato in Libano (2007-2008) e Afghanistan (2008).

L'INCIDENTE - L'incidente, spiega una nota del Regional Comad West Afghanistan, è avvenuto a circa 20 chilometri a sud-ovest di Shindand, durante un'operazione di soccorso ad un altro mezzo rimasto bloccato dalle avverse condizioni meteo. Secondo quanto viene comunicato dal comando del contingente italiano, il mezzo "si è ribaltato" nel tentativo di attraversare un corso d'acqua, "intrappolando al suo interno tre dei militari dell'equipaggio che sono successivamente deceduti". Oltre alle tre vittime, ci sarebbe anche un ferito in condizioni non gravi. Quest'ultimo ha già avvisato i familiari. I tre militari deceduti sono le prime vittime italiane del 2012 in Afghanistan. Dall'inizio delle operazioni in Afghanistan, le vittime italiane sono state 45.

NAPOLITANO E MONTI - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha appreso "con profonda commozione la notizia del grave incidente in cui hanno oggi perso la vita tre militari italiani, impegnati nella missione internazionale per la pace e la stabilità in Afghanistan". Napolitano "esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari dei caduti, rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese". Anche il premier Mario Monti ha espresso "il suo cordoglio alle famiglie, partecipando con commozione al loro lutto".

Messaggi di cordoglio anche dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, delCapo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano. "Esprimo, a nome mio e della Commissione Difesa della Camera, profondo cordoglio per i tre soldati italiani deceduti in Afghanistan, e auguro un pronto recupero all’altro commilitone rimasto ferito. A loro vada, inoltre, tutta la nostra gratitudine per il contributo offerto alla stabilizzazione dell’Afghanistan. Dedico un pensiero commosso anche alle loro damiglie", ha dichiarato l'onorevole Edmondo Cirielli, Presidente della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati.

LA MISSIONE - Sono circa 400 i soldati del 66esimo Reggimento impegnati da fine settembre in Afghanistan agli ordini del colonnello Francesco Randacio. Il ritorno in Italia è previsto a fine marzo. Già nel 2008 il Reggimento aveva avuto la responsabilità del Provincial reconstruction team di Herat con compiti di supporto per il processo di ricostruzione e crescita, oltre al comando del ‘battle group’ (Italia e Spagna) con due compagnie di manovra.

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