Minacce e auto a fuoco per una piantagione di marijuana: i Carabinieri liberano un 21enne e la madre

L'uomo, già noto alle forze dell'ordine per diversi precedenti penali, è stato denunciato a piede libero dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Meldola

Ha accusato un incensurato romeno di 21 anni di essersi appropriato delle marijuana che coltivava nei pressi delle sponde del Bidente, senza sapere che la piantagione era stata sequestrata dai Carabinieri nel corso di un'attività investigativa. Incredulo della buona fede del ragazzo, ha cominciato a minacciarlo ripetutamente, arrivando ad incendiargli l'auto, estendendo inoltre le intimidazioni alla madre del malcapitato. Nei guai è finito un 41enne residente a Meldola.

LE ACCUSE - L'uomo, già noto alle forze dell'ordine per diversi precedenti penali, è stato denunciato a piede libero dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Meldola, per stalking e minacce continuate, danneggiamento a seguito di un incendio e coltivazione di sostanze stupefacenti. Il lavoro degli inquirenti si è concretizzato con una misura cautelare chiesta dal pubblico ministero Filippo Santangelo e firmata dal giudice Camillo Poilucci.  Il provvedimento è stato eseguito pochi giorni fa. Il 41enne, residente a Meldola, dovrà stare lontano dal comune meldolese; inoltre sul suo capo pende il divieto di avvicinamento e di comunicazione attraverso qualsiasi mezzo nei confronti delle parti lese. 

PIANTAGIONE DI MARIJUANA - La vicenda è iniziata lo scorso luglio, quando i Carabinieri hanno rinvenuto oltre settanta piante di marijuana, alte oltre due metri, coltivate a pochi passi dal fiume nella zona di Ricò. Gli uomini dell'Arma hanno iniziato gli appostamenti del caso per chiarire la paternità della coltivazione. Tuttavia col trascorrere dei giorni non vi è stata traccia del “pollice verde”, così i militari hanno proceduto all'estrazione delle piante, aprendo un fascicolo d'indagine verso ignoti con l'accusa di coltivazione.

LE MINACCE - A metà luglio al comando dei Carabinieri si è presentato un 21enne romeno, riferendo che il responsabile della piantagione, tornato a Meldola dopo una temporanea assenza e trovato il fondo orfano delle piantine, lo aveva reputato come il responsabile dell'improvvisa sparizione, minacciandolo continuamente anche attraverso messaggini al telefonino affinchè riferisse che fine avesse fatto la marijuana, ed accusandolo di un danno economico di oltre 10mila euro. Il giovane era stato messo tra i sospettati dal meldolese perchè era a conoscenza della coltivazione illegale.

L'INCENDIO - Nei giorni successivi il contesto si è aggravato, con l'auto del 21enne danneggiata in un incendio doloso. Il ragazzo questa volta per paura non ha voluto sporgere denuncia. E per timore di altre intimidazioni da lì in avanti si è rintanato in casa, uscendo solo quando era a conoscenza dell'assenza dello stalker in città. Una svolta è arrivata a fine luglio, quando il 41enne è stato picchiato da un extracomunitario davanti ad un locale pubblico. 

NEL MIRINO ANCHE LA MADRE - Il meldolese a quel punto si è rivolto al romeno, minacciandolo di morte qualora non si fosse fatto a capo di una spedizione punitiva contro il suo aggressore.  Il 21enne, dopo le nuove minacce, è scappato da Meldola, rifugiandosi in una località segreta. Così oggetto delle minacce è diventata la madre del ragazzo, impossibilitata a sposarsi dalla località bidentina per motivi familiari. La donna, alla quale venivava ricordato lo "presunto sgarro" del figlio, ha sporto denuncia. L'incubo è finito pochi giorni fa, quando i militari hanno eseguito la misura cautelare al 41enne. Ora l'uomo si trova lontano da Meldola e dai suoi familiari.

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