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Molestie al primario, il gip potrebbe revocare gli arresti domiciliari

Ha suscitato non poco stupore la vicenda della dirigente dell'Ausl di Forlì, arrestata venerdì scorso dagli agenti della Squadra Mobile di Forlì con l'accusa di molestie ai danni di un noto primario che opera all'ospedale "Morgagni-Pierantoni"

Ha suscitato non poco stupore la vicenda della dirigente dell'Ausl di Forlì, arrestata venerdì scorso dagli agenti della Squadra Mobile di Forlì con l'accusa di molestie ai danni di un noto primario che opera all'ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Vecchiazzano. La direttrice generale dell'azienda sanitaria locale, Licia Petropulacos, dovrà decidere quale provvedimento prendere nei confronti della 42enne, attualmente agli arresti domiciliari. Non si esclude una sospensione.

Nel frattempo il giudice per le indagini preliminari Giovanni Trerè deciderà sulle sorti dell'indagata. La difesa ha chiesto la revoca della misura cautelativa, o quanto meno una riduzione. A denunciarla sono stati in tre, tra cui il primario che lo scorso luglio si è presentato agli uffici della Squadra Mobile per denunciare uno stalking a base di sms e email diffamatorie, che andavano avanti dal maggio del 2009.

Agli inquirenti avrebbe confessato che voleva attirare la sua attenzione nei riguardi del primario. Destinatari delle ingiurie anche la moglie del primario, ma anche il figlio di lui ed amici. Messaggi che partivano da varie cabine telefoniche del Forlivese, ma anche della provincia di Ravenna. La donna si auto-inviava sms per non lasciar cadere sospetti su di lei. Ma si è tradita con le sue stesse mani, mandandosi anche dei complimenti. Venerdì scorso le manette.

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