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Mette per ripicca il numero dell'ex su un sito porno: è molestia telefonica

Mettere un numero di cellulare su un sito internet a luci rosse all'insaputa dell'interessato può esser punito equivale al reato di molestie telefoniche

Mettere un numero di cellulare su un sito internet a luci rosse all'insaputa dell'interessato può esser punito equivale al reato di molestie telefoniche.  Lo sottolinea la Cassazione con la sentenza 47667, che ha confermato la colpevolezza di una forlivese che per ripicca nei confronti del suo ex, a sua insaputa, “aveva inserito il numero del cellulare dell'uomo in un sito internet di annunci a sfondo sessuale, con conseguente ricezione di numerose telefonate di natura molesta da parte di terzi”.

La donna è stata ad una multa di 100 euro. Senza successo l'imputata ha sostenuto che le telefonate le facevano gli utenti del sito e, dunque, non era giusto che a lei fosse inflitta la sanzione. Ma i giudici della Suprema corte le hanno risposto che il suo comportamento integra proprio il reato in questione in quanto la legge, per punire questo tipo di condotta, “richiede che le molestie ed il disturbo siano arrecati mediante l'utilizzo del telefono: il che è ben ravvisabile in questa vicenda, sebbene nessuna telefonata diretta sia stata effettuata dall'imputata nei confronti della parte offesa”.

Per la Cassazione, l'imputata ha dato ''un volontario concorso nelle molestie nei confronti dell'uomo, ben potendo la donna essere ritenuta quale autrice "mediata" di tali molestie telefoniche''. Tuttavia la ''molestatrice indiretta'' è riuscita a sfuggire alla condanna in quanto i fatti risalgono al marzo del 2006 e il reato è stato dichiarato prescritto. Ma il Tribunale di Forlì, con sentenza dell'8 gennaio 2011, aveva ritenuto la donna ''colpevole''.
 

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