Mons. Corazza accolto da centinaia di giovani al grido di “Vescovo Livio”

Il presule friulano è subito stato al gioco, accettando la sfida “calcistica” propostagli dallo speaker Daniele Savorani, per dimostrare di essere alla loro altezza: fare goal al portiere improvvisato (il vicario generale mons. Pietro Fabbri, seguito dal sindaco di Forlì Davide Drei) che gli si è parato innanzi coprendo una piccola porta.

E’ iniziata con i balli, i canti e i cori da stadio dei circa cinquecento giovani (appartenenti ai gruppi Scout e di Azione Cattolica) attestati all’imbocco di piazza Saffi, la prima giornata ufficiale di mons. Livio Corazza da vescovo di Forlì-Bertinoro. Il presule friulano è subito stato al gioco, accettando la sfida “calcistica” propostagli dallo speaker Daniele Savorani, per dimostrare di essere alla loro altezza: fare goal al portiere improvvisato (il vicario generale mons. Pietro Fabbri, seguito dal Sindaco di Forlì Davide Drei) che gli si è parato innanzi coprendo una piccola porta. L’obiettivo è stato raggiunto al terzo tentativo.

VIDEO - IL NUOVO VESCOVO ACCOLTO DAI GIOVANI - IL SALUTO DELLE AUTORITA' - LA CELEBRAZIONE IN DUOMO

Il nuovo pastore ha poi rivolto un invito: “Giovani, ho bisogno di voi, non siate timidi, con il vostro entusiasmo possiamo fare cose grandi”. Risalendo piazza Saffi verso San Mercuriale, mons. Corazza è apparso sereno e lontano dall’emozione palesata il 17 marzo scorso, giorno della sua ordinazione episcopale a Concordia Sagittaria. All’interno della basilica, accolto dal parroco don Enrico Casadio, si è soffermato in preghiera nella cappella conservante i resti del protovescovo. All’uscita, dopo essere passato fra due ali di giovani festanti, è stato accolto dal sindaco Davide Drei in rappresentanza delle autorità civili forlivesi, sul palco allestito a ridosso del palazzo municipale. “Le porgo il mio più sentito benvenuto a Forlì, per la sua missione nella nostra Diocesi. Le rivolgo questo saluto nella consapevolezza che, al di là di ogni differenza di ruolo e di opinione, la voce del vescovo è sempre stata per i forlivesi un contributo importante”.

“Forlì ed il suo comprensorio - ha proseguito il primo cittadino – rappresentano una piccola realtà laboriosa, fatta di mille sfaccettature, una comunità che ha un cuore grande e una grande storia, che lei avrà modo di vedere e toccare con mano nella moltitudine e nella vivacità delle persone e di tutti i tasselli che animano il nostro mosaico cittadino con grande spirito di servizio, di solidarietà e di amore verso il prossimo”. Drei ha ricordato alcune personalità eminenti del forlivese, da San Mercuriale a don Pippo Prati, per arrivare ad Annalena Tonelli. “Oggi la città cambia in un mondo sempre più interconesso e interdipendente. Si moltiplicano gli scambi e le persone migrano: colui che è definito come l’altro è qui insieme a noi e ci mette alla prova. E’ un momento nel quale è necessario cogliere questi segni del tempo e rinnovare il nostro massimo impegno per la cura della casa comune”. Mons. Corazza ha risposto brevemente, ringraziando per il caloroso benvenuto (non solo climatico).

“I miei compaesani mi avevano preavvertito che la Romagna è una terra accogliente: questo atteggiamento rende più facile diventare romagnoli. Ci sono tante risorse ma anche delle criticità – ha continuato – che toccano, in particolare, il mondo del lavoro, i giovani e le famiglie. Cercheremo di continuare a collaborare per il bene comune”. Dopo aver citato il punto 178 dell’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco, il vescovo Livio si è ricordato persino del corregionale Giulio Regeni, per via della sua foto affissa in piazza: “Non dimetichiamolo! Quell’immagine testimonia la necessità di giustizia nel mondo”. Accompagnato dai fedeli, mons. Corazza ha poi percorso via delle Torri sino a raggiungere il Duomo, strapieno come non si vedeva da anni. Ben 16 panche della navata centrale erano riservate ai concordiesi (per l’occasione ne sono giunti almeno 350, che in serata hanno cenato nella sala “Roberto Vallicelli” della parrocchia di San Paolo), con la Cappella della Madonna del Fuoco lasciata ai religiosi e quella opposta del Sacro Cuore gremita da un centinaio di giovani. Considerando che erano piene anche la chiesa di San Francesco e la stessa Piazza del Duomo, opportunamente dotate di schermo gigante, si può lasciare agli annali che, al suo apparire a Forlì, mons. Corazza ha richiamato almeno duemila persone.

Giunto in Cattedrale, il nuovo vescovo è stato condotto in processione alla Cappella della Madonna del Fuoco, per l’omaggio alla patrona celeste e l’adorazione del Santissimo Sacramento. Il tempo di recarsi nell’attigua sacrestia e indossare le vesti liturgiche per la Messa, che il nuovo pastore, uscito da una porta laterale, ha raggiunto il Corpus Domini per aderire alla processione introitale guidata dall’arcivescovo metropolita di Ravenna-Cervia, mons. Lorenzo Ghizzoni, che poi ha presieduto anche la Messa d’insediamento. Fra i celebranti, oltre ad un centinaio di sacerdoti e una decina di vescovi, fra cui lo stesso pastore uscente mons. Lino Pizzi, l’arcivescovo forlivese di Modena-Nonantola mons. Erio Castellucci, il vescovo emerito di Makeni, in Sierra Leone, mons. Giorgio Biguzzi, il vescovo greco-cattolico di Ordea, mons. Virgil Bercea e il vescovo cattolico-latino di Iasi, mons. Peter Gherghel, spiccava l’abate benedettino di Vallombrosa padre Giuseppe Casetta.

La liturgia solenne è iniziata con la lettura del decreto di nomina operata dal vicario emerito di Forlì-Bertinoro mons. Dino Zattini, nella veste di presidente del Capitolo dei Canonici della Cattedrale. Il momento più toccante della lunga liturgia eucaristica è stato il gesto operato da mons. Ghizzoni, della consegna a monsignor Corazza del pastorale, lo stesso che fu di mons. Vincenzo Zarri, recante le immagini di San Mercuriale, San Rufillo e della Madonna del Fuoco. “Carissimi fratelli e sorelle, finalmente sono tra voi”. Nella sua prima omelia da pastore di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza ha prima chiesto la collaborazione e la preghiera di tutti per ben espletare il suo mandato, per poi appuntare l’attenzione sulla giornata corrente, in cui la chiesa mondiale prega per le vocazioni: “Chiediamo al Signore che ci siano persone capaci di rispondere con generosità alla sua chiamata”. “E’ mio compito – ha continuato – conoscere i singoli e le comunità, dando il tempo necessario all’ascolto. Il mio desiderio è che in ogni comunità ci sia un luogo, uno spazio, un tempo per la lettura e l’ascolto del Vangelo”. Ascoltare, discernere e vivere sono le tre parole che Papa Francesco ci suggerisce nel suo messaggio per questa giornata di preghiera per le vocazioni.

“Se sapremo ascoltare il Signore, i bisogni dei poveri, ma anche ascoltarci reciprocamente con pazienza e disponibilità, sapremo creare una comunione solida e fraterna”. Dopo aver salutato i suoi conterranei, si è rivolto ai forlivesi: “Cari fratelli e sorelle – ha concluso - adesso che sono qui tra voi, sento più che mai il bisogno della vostra preghiera, perché sia tra voi un autentico pastore che accetta di mettersi davanti per guidare e che raggiunge chi sta dietro perchè non si scoraggi”. Uno dei primi gesti pubblici di mons. Corazza da vescovo di Forlì-Bertinoro sarà la visita all’ospedale “Morgagni-Pierantoni”, prevista per le 11 di venerdì 27 aprile. Per un vescovo che arriva, ce n’è un altro che parte: lunedì mattina, mons. Lino Pizzi lascerà definitivamente Forlì dopo 12 anni. Ritornerà a fare il prete a Rivara di San Felice sul Panaro (MO), dove è nato il 25 settembre 1942 ed è diventato sacerdote il 18 giugno 1966.

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