Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Dovadola

Montepaolo in festa per la solennità di Sant’Antonio. Ma Forlì non ha più un luogo di culto a lui dedicato

Il 13 giugno la chiesa cattolica festeggia Sant’Antonio di Padova. Nella Diocesi di Forlì-Bertinoro, la memoria liturgica del grande santo portoghese viene celebrata a Montepaolo, sulle colline dovadolesi

Il 13 giugno la chiesa cattolica festeggia Sant’Antonio di Padova. Nella Diocesi di Forlì-Bertinoro, la memoria liturgica del grande santo portoghese viene celebrata a Montepaolo, sulle colline dovadolesi, con la messa delle 11 che il vescovo mons. Livio Corazza presiederà nel sagrato della chiesa eretta ai primi del ‘900, in prossimità del luogo in cui l’umile francescano dimorò per alcuni mesi fra il 1221 e il 1222. Per tutta la giornata sarà presente un padre francescano per le confessioni. Alle 17 è previsto il pellegrinaggio alla grotta di Sant’Antonio percorrendo il “Sentiero della speranza”, seguito alle 19 dalla recita dei vespri. Per l’occasione viene organizzato anche un pellegrinaggio a piedi, che partirà alle 8 dalla chiesa parrocchiale di Castrocaro, con arrivo previsto a Montepaolo alle 10.

Il servizio di accoglienza dei fedeli e di quanti saliranno al santuario dovadolese, sarà garantito dal Gruppo Preghiera di Montepaolo nel 50° dalla sua costituzione, avvenuta per iniziativa di Luisa Corazza: “Solo dopo la richiesta del vescovo Livio di collaborare, il 13 giugno, alle celebrazioni di Sant’Antonio – commenta la fondatrice – ho preso consapevolezza che quel giorno il nostro gruppo festeggerà le nozze d’oro con il Santo”.

Dopo la partenza nel 2016 della comunità dei frati Minori, che hanno presidiato il centro di culto antoniano per sette secoli, sin dai tempi di Francesco d’Assisi, la custodia di Montepaolo è stata assunta nel 2019 dalle Clarisse Urbaniste, provenienti dal monastero faentino di Santa Chiara. Gli agiografi sono concordi: l’evento che ha rivelato al mondo la levatura spirituale di Fernando Martins de Bulhões, meglio conosciuto come Antonio di Padova, è avvenuto a Forlì.

Uomo di straordinaria cultura, Fernando nasce nel 1195 a Lisbona da famiglia benestante e aristocratica. Nel 1210 entra a far parte dei Canonici regolari della Santa Croce, per poi aderire nel 1220 all’ordine francescano col nome di Antonio. Nel 1221, diretto in Africa “per convertire i Mori”, viene trascinato in Sicilia da un fortunale, che di fatto gli salva la vita e lo porta a partecipare al Capitolo Generale di Assisi, dove conosce di persona il fondatore della regola, San Francesco. Terminata l’assemblea, Antonio è inviato dallo stesso Poverello d’Assisi a Forlì. Da qui, frate Graziano, superiore dei francescani in Romagna, lo manda in servizio a Montepaolo. Nel settembre 1222 scende a Forlì con la sua comunità per assistere ad un’ordinazione sacerdotale. Venuto a mancare il predicatore ufficiale, gli viene chiesto di sostituirlo.

Dopo l’inevitabile incertezza iniziale, come per una folgorazione comincia a parlare delle Sacre Scritture con tale padronanza di linguaggio e contenuti, che “ai francescani e domenicani colà convenuti - scrive Gilberto Giorgetti in ‘Foto di Famiglia Forlì Ieri e Oggi’ - apparve chiaro l’intervento soprannaturale”. Paradossalmente, nella città in cui il “divo” Antonio ha manifestato la sua grandezza spirituale, non c’è più un luogo di culto a lui dedicato. La chiesa esisteva ed era posta sull’attuale via Silvio Pellico.

Nel 1806, durante l’occupazione napoleonica fu sconsacrata e venduta al faccendiere Luigi Belli, che distrusse il campanile e la cappella maggiore, fino a ridurre il tutto a magazzino. Dopo ulteriori cambi di proprietà, nel corso dei quali ha operato persino da calzaturificio, nel 1990 è stata acquistata da Domenico De Crescenzo. Oggi è sede dell’atelier “Emozioni in Fotografia” di Debby Cosenza.

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