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Morte Bovolenta, rinvio a giudizio per i medici indagati: il 9 luglio inizia il processo

Per l'accusa l'atleta soffriva di una grave coronaropatia, che gli sarebbe dovuta essere diagnosticata dai medici che gli rilasciarono i certificati di idoneità sportiva agonistica

Inizierà il prossimo 9 luglio il processo per i due medici sportivi (un faentino ed un cesenate) indagati per la morte di Vigor Bovolenta, il campione di pallavolo morto a 37 anni il 24 marzo 2012 durante una partita del campionato di B2 tra la sua squadra, la Softer, e la seconda squadra della Lube al palasport di Macerata. Il giudice di Forlì, Alessandro Trinci, ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Filippo Santangelo, rinviando a giudizio i due medici indagati.

L'accusa è di omicidio colposo. Per l'accusa l'atleta soffriva di una grave coronaropatia, che gli sarebbe dovuta essere diagnosticata dai medici che gli rilasciarono i certificati di idoneità sportiva agonistica. Bovolenta aveva già sofferto di extrasistole ed era stato costretto, dodici anni prima, a fermarsi per quattro mesi. Dopo la morte, la procura di Macerata aveva avviato un' inchiesta, trasmessa poi poche settimane fa a Forlì per competenza. Bovolenta ha lasciato la moglie, Federica Lisi, anche lei pallavolista, e cinque figli.


 

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