E' stato il padre della fecondazione assistita: addio a Carlo Flamigni, una vita per i diritti per le donne

Medico, ginecologo, scrittore, padre della fecondazione assistita, già membro del Comitato nazionale di Bioetica e direttore della clinica ostetrica dell'Università di Bologna

Viveva a Forlì nella sua casa di famiglia. Si è spento ad 87 anni Carlo Flamigni, medico, ginecologo, scrittore, padre della fecondazione assistita, già membro del Comitato nazionale di Bioetica e direttore della clinica ostetrica dell'Università di Bologna. La camera mortuaria sarà allestita dalle 14 alle 19 e martedì dalle 7 alle 14 all'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì. Alle 15 ci sarà un breve saluto. Flamigni ha speso la propria vita per i diritti delle donne, per la libertà di scelta, per la difesa di leggi come quella sull'aborto.

"Ciao papà - sono le parole cariche di commozioni scritte su Facebook dal figlio Carlo Andrea -. Speravo che questo momento non arrivasse mai, il dolore è grande almeno quanto il bene che ti ho voluto...ma un giorno  ci rivedremo prof..ne sono sicuro...sempre nel mio cuore...sempre...sempre...".

ADDIO A CARLO FLAMIGNI - L'ultimo saluto con una poesia

Il cordoglio della Cgil

"La notizia della morte di Carlo Flamigni ci riempie di tristezza - esordisce il segretario generale della Cgil di Forlì, Maria Giorgini -. Perdiamo un grande uomo, un illustre professionista che ha speso la propria vita per la scienza, che si è battuto per la laicità e per i diritti delle donne. Flamigni è sempre stato un punto di riferimento sui temi della bioetica e della genitorialità. Si è sempre battuto per la difesa della Legge 194, per la fecondazione assistita e più in generale per la libertà di scelta. La collaborazione con la Camera del Lavoro Cgil di Forlì in tutte le battaglie a favore dei diritti  e nella diffusione dei principi costituzionali di laicità e uguaglianza resteranno sempre nella nostra memoria . Le sue analisi sono state e saranno sempre un punto di riferimento per tanti di noi, assieme al ricordo della Sua grande disponibilità verso il territorio e verso la Cgil".

Prosegue Giorgini: "Medico, ginecologo, scrittore, padre della fecondazione assistita, già membro del Comitato nazionale di Bioetica e direttore della clinica ostetrica dell'Università di Bologna, ha vissuto i suoi 87 anni intensamente lasciando a noi numerose pubblicazioni , studi e ricordi che anche tramite i suoi diari ci presentano un uomo, uno scienziato, un forlivese che amava la sua terra , la convivialità , gli amici , le discussioni politiche e  sapeva insegnare anche la saggezza di vita. La cosa che Forlì può fare per rendergli omaggio è una fra tutte, quella di portare a termine il progetto della Sala del Commiato Laico, lo dobbiamo a Carlo, lo dobbiamo a tutti noi come atto di civiltà e rispetto". Conclude il segretario generale del sindacato: "La Camera del Lavoro Cgil di Forlì si stringe attorno alla famiglia, agli amici e a tutti quelli che  come noi sentono il dolore di questa perdita. Un particolare pensiero e un abbraccio a Marina che assieme a Carlo non hai mai mancato di supportare la nostra attività e le nostre battaglie per la parità di genere. Grazie per tutto ciò che ci hai dato. Ciao Carlo".

Il pensiero del laico Lodovico Zanetti

Questo il cordoglio del laico forlivese Lodovico Zanetti: "Ci sono persone che cambiano il mondo, con i loro gesti. Che fanno sì che cresca la cultura, crescano i diritti, cresca il genere umano, A volte hai la fortuna di conoscerli,e di condividere battaglie e percorsi con loro. A me è successo  con Carlo Flamigni, che conobbi quando fondammo, nel 2009, il circolo Uaar di Forlì. Parlarne non è semplice, perchè Carlo era tante cose. Un grande medico, padre della fecondazione assistita in Italia  , un accademico, un politico, un attivista dei diritti civili, uno scrittore. E in tutti i campi ha brillato. Un uomo con la schiena dritta, che non accettava cedimenti, su temi etici, e che per questo, vide il veto del mondo clericale forlivese alla sua candidatura a senatore".

"Forlì perde, con lui, uno dei suoi più grandi cittadini di sempre - prosegue Zanetti - e dovrà celebrarne degnamente la storia e la figura, cosa che non ha fatto adeguatamente quando Carlo c'era, Quel secondo me, con cui inizio il post, è un omaggio al suo pensiero che riteneva quella premessa un valore fondante dellla laicità. «Dite “secondo me”: ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, ma ha anche il dovere di chiarire subito che non si tratta di verità assolute». Ricordo la battaglia fatta  per riportare il Pantheon dei forlivesi, da chiesa a famedio dei grandi forlivesi in cui sono certo , per lui  ci debba essere un posto. Da ultimo, saluto , oltre alla persona, un amico, e un compagno. Che mi mancherà, come mancherà a chiunque abbia a cuore l'umanità. Forte di quello che Carlo ci ha lasciato, come quella compassione, che per lui era fondamentale per chi facesse il medico, e non solo. Ciao Carlo, ti sia lieve la terra".

Il cordoglio di Forlì & Co

"Siamo onorati che alla fine di gennaio di quest’anno Carlo Flamigni abbia accettato di intervenire, assieme al dottor Marco Maltoni e al professor Stefano Canestrari, al dibattito che avevamo organizzato a Forlì sul “fine vita” - è il ricordo di Giorgio Calderoni e Federico Morgagni di Forlì & co -. E possiamo dire che in quell’occasione egli ha realmente testimoniato tutta la sua com-passione, la sua intelligenza, la sua riflessione, il suo intimo tormento su questo grande interrogativo. Non sembri stonato, ora, se come consiglieri comunali pensiamo di dovere a Carlo Flamigni di assumere tutte le iniziative possibili per invitare l’Amministrazione comunale ad individuare una sede per la realizzazione di una “sala del Commiato laico”, come da tempo Egli aveva proposto nella sua veste di presidente della Consulta laica forlivese".

Circolo Uaar

"Non piangiamo solo uno dei presidenti onorari nazionali, un grande medico, un politico e attivista dei diritti civili , uno scrittore - è il cordoglio dell'Uaar -. Uomo laico, pagò la sua scelta di essere coerente con i suoi valori, e subì l'ostracismo politico dei clericali, che non gli perdonavano la scelta di battersi per il diritto a una maternità consapevole. Piangiamo e ricordiamo uno di noi, perchè nonostante i suoi impegni, Carlo, per il circolo ci fu sempre. A partite da quella sera del 2009 dove lo costituimmo, a casa di Davide, il primo coordinatore, a Castrocaro. O nei Darwin days, nelle iniziative, a cui fu presente, e sempre disponibile ma, soprattutto, nelle battaglie sulla laicità, locali, di cui fu artefice e promotore. Ci sarebbe piaciuto salutarlo nella camera del commiato, per cui si era tanto battuto e che ancora oggi Forlì non ha, e che sia ricordato nel pantheon cittadino , su cui si impegnò perchè tornasse al ruolo per cui era stato pensato, di famedio dei grandi forlivesi, in cui un posto spetta di diritto. Per chi, come noi, non crede alla vita dopo la morte, quello che resta di noi, la nostra “anima” è quella che gli altri ricordano di noi, Quella di Carlo, per ciò che ci ha lasciato, era un anima grande".

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I mazziniani

Anche i mazziniani forlivesi piangono la scomparsa del professor Flamigni, ricordandolo come "esimio docente universitario, scienziato di fama internazionale, uomo di raffinata cultura umanistica e politica. Un laico a tutto tondo, che ci ha lasciato scritti illuminanti e importanti spunti di riflessione, ben interpretando il nostro pensiero di laicità, che non è laicismo e neppure anticlericalismo. Ci ha unito la tendenza a privilegiare il dubbio nei confronti delle certezze dogmatiche, di qualsiasi natura, e ad interpretare il senso della laicità dello Stato come avrebbero voluto i nostri Padri costituenti, una cosa, nel nostro Paese, da sempre ardua. Intendere, cioè, il senso vero del Patto sociale che ci lega come cittadini, senza differenze di razza, religione, sesso, pensiero politico, da sempre, patrimonio comune della nostra identità nazionale, comprendere che l'uguaglianza è garantita dalla pari opportunità delle condizioni sociali di partenza e che la libertà di coscienza è un principio fondamentale da riconoscere senza se e senza ma, purtroppo non è nella cultura diffusa. Ciò ha portato i più a considerare la cultura laica come “pensiero debole” rispetto al pensiero o ai pensieri storicamente dominanti. Ogni generazione ha il compito di reinterpretare i vecchi valori e di costruirne di nuovi in funzione dei cambiamenti sociali e culturali del momento. Lasciando questa eredità culturale e politica il Prof. Carlo Flamigni, ha seminato in un terreno, quello forlivese, che si presta da sempre alla sperimentazione politica. L'invito è quello di andare avanti con ancora più convinzione su questa strada, insieme. I mazziniani forlivesi si mobiliteranno verso le Istituzioni locali affinchè al Prof. Carlo Flamigni venga tributato il dovuto riconoscimento della Città".

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