E' stato per anni la voce dei terremoti: addio a Enzo Boschi, aveva vissuto anche a Tredozio

I funerali si terranno lunedì alle 14.30 nella chiesa bolognese di San Paolo Maggiore in via de' Carbonesi 18

Nella sua casa di Tredozio trovava la pace con se stesso e col mondo, come amava dire. Enzo Boschi, storico volto dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), si è spento venerdì sera nella sua casa di Bologna. Nato il 27 febbraio 1942 ad Arezzo, Boschi è stato per 28 anni la "voce" italiana della ricerca in materia di terremoti e vulcani: per 12 anni è stato alla guida dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), ai quali si aggiungono i 16 a capo dell'istituto Nazionale di Geofisica (Ing), diventato Ingv nel 1999.

Laureato in Fisica a Bologna, aveva proseguito gli studi in Gran Bretagna, in Francia e negli Usa. Rientrato in Italia, nel 1975 ha avuto la cattedra di Sismologia nell'Università di Bologna e nel 1982 è entrato a far parte dell'Accademia dei Lincei. È stato anche al centro di vicende difficili e scomode, dall'evacuazione della Garfagnana a scopo cautelativo del 1985 al terremoto de L'Aquila del 2009, da un processo per procurato allarme a un altro per avere sottovalutato il pericolo.

"Lascio l'istituto amareggiato per una vicenda incredibile e ingiusta - ha detto il direttore del personale dell'Ingv Tullio Pepe, tra le persone più a lungo vicine a Boschi - Per lui sono stati 5 anni di calvario". Per il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, "la scomparsa di Enzo Boschi è una grave perdita per il mondo della ricerca". I funerali si terranno lunedì alle 14.30 nella chiesa bolognese di San Paolo Maggiore in via de' Carbonesi 18.

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