Arrivò in città e si specializzò in cucina romagnola: addio alla prima esule cilena a Forlì

Aida fu accolta insieme alla sua famiglia dalla città mercuriale con grande solidarietà. Con molti forlivesi ha stretto forti legami di amicizia

Era giunta a Forlì il 12 dicembre 1973, assieme al marito Fernando Humberto Viveros Molina e ai tre figli Carlos, Nicola e Aida, per sfuggire alla sanguinosa repressione nei confronti di tanti democratici, messa in atto dopo il colpo di stato con cui il generale Pinochet aveva rovesciato il legittimo governo, democraticamente eletto, di Salvador Allende. Si è spenta mercoledì a Quilpoé in Cile , in seguito ad una breve malattia Aida Gladis Perez Gomez. Aida fu accolta insieme alla sua famiglia dalla città mercuriale con grande solidarietà. Con molti forlivesi ha stretto forti legami di amicizia. 

La casa di Aida era sempre aperta a tutti i cileni perseguitati dalla giunta golpista, che giungevano in Italia e avevano bisogno di accoglienza e di aiuto,  e altrettanto per gli amici e per tutti coloro che volevano conoscere il Cile democratico. Ha lungamente lavorato alla Pulix Coop di Forlì, di cui è stata una delle fondatrici, ma non ha mai dimenticato, neppure per un giorno, il proprio paese. Poco dopo la caduta della dittatura di Pinochet, nel gennaio 1993, col marito e il figlio Salvatore nato durante il loro soggiorno forlivese, è rientrata in Cile stabilendosi a Quilpoé, dove avevano aperto un ristorante con cucina romagnola, 
Alla figlia Aida e alla sua famiglia, residente a Forlì, sono giunti i sensi della fraterna solidarietà e le condoglianze di tanti amici forlivesi 

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