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Addio al noto artista Gianni Cinciarini: giovedì i funerali

Si è spento lunedì sera il noto artista Gianni Cinciarini. Nato a Pesaro nel 1943 era malato da tempo. Arrivato in Romagna nel 1961, era stato docente all'Istituto d'arte

Si è spento lunedì sera il noto artista Gianni Cinciarini. Nato a Pesaro nel 1943 era malato da tempo. Arrivato in Romagna nel 1961, era stato docente all'Istituto d'arte. Era il noto Gianni citato da Tonino Guerra in una nota pubblicità televisiva. I due erano infatti molto amici. L'ultimo saluto si terrà giovedì pomeriggio alle 14 al Duomo di Forlì.

ALCUNE OPERE - Sono numerose le opere realizzate. All'Irst di Meldola aveva donato insieme alla moglie Louise un'opera pensata e realizzata per regalare una speranza ai malati oncologici. Un cerchio ricavato dalla pietra, simboleggiante il mondo "in cui - scrive Cinciarini - purtroppo esiste anche la sofferenza". L'opera, posta nel giardino antistante l'ingresso dell'Istituto, riporta immagini di figure anelanti con le braccia al cielo danzanti un sacro ritmo antico.“ Un'altra opera è installata anche all'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Vecchiazzano. Si tratta di "Pulsazioni" del 1975, una lastra di rame cesellato, 88 X 95 centimetri. E' di Cinciarini anche il Carabiniere in bronzo che sorge nei Giardini Orselli.

IL CORDOGLIO DEL COMUNE - "Forlì perde un figlio importante e un uomo impegnato quotidianamente nella valorizzazione del patrimonio artistico: come docente, come artista, come cittadino - si legge in una nota del Comune -. In questo momento di dolore, l’Amministrazione comunale si stringe ai familiari, rinnovando i sentimenti di grande stima e profondo affetto nei confronti del professor Cinciarini, nella certezza che la nostra comunità continuerà a trarre linfa creativa dal suo insegnamento e dalla presenza nel tessuto cittadino di tante sue importanti opere".

IL RICORDO DI ORONTI - Cinciarini, ricorda Stefano Oronti, "era un amico che ha accompagnato le mie prime "battaglie" politiche all'interno del Comitato di Quartiere Schiavonia-San Biagio, di cui entrambi abbiamo fatto parte. Da tempo ero a conoscenza della malattia che lo aveva colpito, questa notizia già allora aveva sconvolto tutti. Eppure da parte sua non ho mai sentito un lamento né una parola negativa; anzi, al contrario non sono mai mancate le frasi di conforto e di sostegno nei miei confronti, parole che talvolta hanno spronato sia me che il Comitato a proseguire la nostra azione con tenacia. La sua vitalità era tale da lasciare addirittura credere che potesse vincere questa importante lotta. Vorrei esprimere il mio personale e profondo cordoglio nei confronti della famiglia".

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