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E’ morta Maria Teresa Battistini, la seconda anima di Annalena Tonelli

Nella tarda mattinata di lunedì, all’hospice di Forlimpopoli dove era ricoverata per l’aggravarsi del male di cui soffriva da tempo, ha raggiunto la casa del Padre anche la gemella di carità di Annalena Tonelli e sua compagna di missione in Kenya. “Ora sono insieme nella Luce”

Il Comitato per la Lotta contro la Fame nel Mondo di Forlì piange Maria Teresa Battistini. Nella tarda mattinata di lunedì, all’hospice di Forlimpopoli dove era ricoverata per l’aggravarsi del male di cui soffriva da tempo, ha raggiunto la casa del Padre anche la gemella di carità di Annalena Tonelli e sua compagna di missione in Kenya. “Maria Teresa Battistini – comunica il presidente dell’onlus di via Lunga, Davide Rosetti - ha ritrovato Annalena, che la definiva la mia seconda anima, sancendo un legame di amicizia profonda, vera, spirituale”. MT, come amava chiamarsi, ha vissuto con la martire della carità forlivese, barbaramente uccisa in Somaliland il 5 ottobre 2003, “quell’incendio d’amore che le ha portate fra gli ultimi della terra”.

Nata nel 1940 a Bologna e laureata in Lettere, nel 1970 MT lascia l’insegnamento per raggiungere Annalena a Wajir e iniziare una fraternità di preghiera e servizio agli ultimi, sulla scia di Charles de Foucauld. Quando, dopo l’eccidio di Wagalla, nel 1985, la comunità si disperde, ha continuato a sostenere l’amica missionaria con il Comitato per la lotta contro la Fame nel Mondo di Forlì, co-fondato nel 1963.

“Qui con Maria Teresa – scrive Annalena il 13 aprile 1970 da Wajir - la vita si è trasformata. Oso dire che la nostra strada può, o meglio potrà servire di traccia per tutti quelli che vogliono o vorranno mettersi a servizio dei più abbandonati in uno di questi paesi del cosiddetto Terzo Mondo… solo perché Lui esiste ed è il Padre nostro, ed è Amore. Vi chiedo di pregare perché noi: come Martin Luther King vogliamo costruire il domani nostro e di quelli che cammineranno con noi, con la forza e la violenza dell’amore e qui, quando si parla di amore, bisogna proprio parlare di violenza”. “Parlare di Annalena non è facile – esordisce la Battistini nel 2007, nel corso dell’incontro pubblico organizzato dal Comitato per ricordare la missionaria a 4 anni dal suo sacrificio a Borama - soprattutto per chi, come me, ha avuto il privilegio di oltre 40 anni di amicizia e di comunione profonda. Un’affinità elettiva “divina” che, negli anni di fuoco della giovinezza, mi ha portato a condividere con lei la prima esperienza africana in Kenya”.

L’incontro fra le due giovani risale al 1965: “Venticinque anni io, ventidue lei. Io insegno e lei studia legge. Sono gli anni attraversati dai grandi fermenti di rinnovamento nella chiesa del Concilio, si avverte l’esigenza di un ritorno alla radicalità del Vangelo e di un forte impegno a favore dei poveri”. Annalena assolve a numerose iniziative caritative, fra cui la cura dei derelitti dell’ex caserma di via Romanello. “Qui – riprende Maria Teresa – percepisce l’urgenza di una condivisione piena con gli ultimi. Nel 1969, a 26 anni, Annalena parte per il Kenya. La raggiungo l’anno dopo e arriviamo insieme a Wajir, un piccolo villaggio nel deserto del nord est del Kenya, fra tribù nomadi, poverissime, rigidamente mussulmane”.

Le due missionarie iniziano a vivere quella fraternità di servizio e di preghiera che Annalena definirà il “mio paradiso in terra”: “Io mi dedico a riabilitare i colpiti dalla poliomielite, lei sceglie i malati di tubercolosi”. Annalena è in Kenya fino al giorno del 1984 in cui un avvenimento la strappa per sempre alla sua nuova gente: l’eccidio di Wagalla. Riuscirà ad evitare un genocidio di popolazioni somale, ma dovrà andarsene. L’anno dopo, la Tonelli riparte per la Somalia: prima Mogadiscio, poi Merca. Il paese è sempre più nel fuoco della guerra civile innescata dalla caduta del dittatore Siad Barre.

“Anni orribili – racconta Maria Teresa - in cui tutti combattono contro tutti, mentre la falce della fame miete la popolazione: 1.000 bambini morti in pochi mesi”. Alcuni anni fa, nella post-fazione del libro di lettere di Annalena, la Battistini scrisse queste righe, straordinariamente profetiche: “Non sarei sorpresa di trovarti sulla soglia del Regno, ritta, regale, come sempre, per continuare, come un giorno mi dicesti, ad «attendere insieme e non accettare di entrare nella luce eterna, finché non sia prima entrato anche l’ultimo povero della terra».” Al più presto il Comitato comunicherà il luogo e l’ora in cui salutare coralmente Maria Teresa. “Ora sono insieme nella Luce”. 

Maria Teresa Battistini a Borama-2

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