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La cultura forlivese piange Sanzio Zoli

Lutto nel mondo della cultura forlivese. Si è spento sabato scorso dopo una lunga malattia Sanzio Zoli, fondatore del "Racoz". Lascia la moglie Viviana ed i figli Serena, Flavia e Pierguglielmo

Lutto nel mondo della cultura forlivese. Si è spento sabato scorso dopo una lunga malattia Sanzio Zoli, fondatore del “Racoz”. Lascia la moglie Viviana ed i figli Serena, Flavia e Pierguglielmo. I funerali saranno celebrati martedì mattina alla chiesa di Regina Pacis, alle 10.30. Seguirà la tumulazione al cimitero monumentale di via Ravegnana. Nella sua vita aveva ricoperto incarica in società, istituti ed aziende del territorio.

“Non è assolutamente retorico affermare che oggi la nostra città è più povera – è il ricordo il Centro di Cultura Romagnola E' Racoz, attraverso il segretario Alvaro Lucchi -. Sanzio era molto conosciuto e stimato in città, non solo per la sua professione, era dottore commercialista, e’ dutòr di nomàr come amabilmente qualcuno lo appellava, ed aveva svolto numerosi incarichi di responsabilità presso diversi istituti, società, aziende del nostro territorio”.

“Ma Sanzio, alto, magro e affilato nel profilo, immortalato nella serie di caricature dell’amico Nadiani, dal carattere garbato, elegante, il sorriso velato, sempre estremamente discreto, era anche uomo di cultura, appassionato delle tradizioni e delle vicende romagnolo – continua Lucchi -. Era pure scrittore, numerosi sono i suoi saggi , ricordiamo : Fatti e personaggi del rione di Schiavonia - il circolo dei ciclisti di Forli -1989, E canton dla Mambrena - strade e aneddoti della vecchia Forli – 1990, E campet ad S-ciavani e dintorni - fatti e personaggi degli Anni 40 della Forli minore

- 1991, La Rumagna in tla gardela - personaggi romagnoli piccoli e grandi in graticola - 1991. I quàtar cantûn – 2000, E’ Pont ad S-ciavanì – 2002, Racconti brevi su personaggi romagnoli – 2002. Il mercato della grassa – S. Zoli e B. Mambelli – 2004, La Tuda ( in dialetto forlivese) – in La Ludla Anno IX • Febbraio 2005 • n. 2”.

“Attraverso i suoi scritti, egli ci ha lasciato il ricordo appassionato, attento, spesso ironico, arguto di una città, dei rioni nei quali ha vissuto, delle tradizioni, dei personaggi che hanno dato vita a quei luoghi, a quelle strade; il ritratto di una città scomparsa che solo attraverso la sensibilità di una mente, di un animo così sensibili quali quelli di Sanzio, oggi possiamo ripercorrere attraverso le sue opere – aggiunte Lucchi -. Per questi motivi Sanzio ha partecipato attivamente alla vita culturale della città e non solo, socio di numerose associazioni culturali, tra le quali L’Associazione Forlì per Giuseppe Verdi, L’A.N.I.O.C, Il Tribunato dei Vini di Romagna, e numerose altre”.

“Era, tra l’altro, socio della Schürr, anzi, dal 2000 al 2003 fece parte del Comitato direttivo dell’associazione; per oltre vent’anni insieme all’indimenticabile Segreteri Urbano Bezzi, scomparso nel luglio del 2009, fu e’ Minestar del CENTRO DI CULTURA ROMAGNOLA E’ RACOZ che lui stesso, assieme ad altri amici, nella primavera del 1972 aveva fondato. Per lungo tempo Sanzio ed Urbano hanno rappresentato per la cultura forlivese una icona, un punto di riferimento unici. È così che, a nome di tutti i soci e del Consiglio direttivo de’ RACOZ, vogliamo ricordare e salutare Sanzio Zoli, un fine intellettuale che ha dato lustro alla nostra città”, conclude Lucchi.

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