"Uno dei maestri del giornalismo e della televisione italiana": Forlì piange Sergio Zavoli

E' stato il padre di programmi storici come "La notte della Repubblica", radiocronista, condirettore del telegiornale, direttore del Gr, presidente della Rai dal 1980 al 1986

Anche Forlì piange la scomparsa di Sergio Zavoli, maestro del giornalismo televisivo. Il giornalista si è spento all’età di 96 anni. E' stato il padre di programmi storici come "La notte della Repubblica", radiocronista, condirettore del telegiornale, direttore del Gr, presidente della Rai dal 1980 al 1986, e autore di inchieste che hanno segnato la storia. Nato a Ravenna il 21 settembre 1923, Zavoli era entrato alla Rai nel 1947 come giornalista radiofonico. Nel 2014 Zavoli a Ravenna ricevette il Guidarello alla carriera per il Giornalismo nazionale, nel 60esimo anniversario della televisione e 90esimo della radio.

Una vita in Rai, quella di Zavoli: la prima notorietà con i documentari Scartamento ridotto, Notturno a Cnosso (premio Italia 1954), Clausura (premio Italia 1957, tradotto in sei lingue). Poi nel 1962 aveva pensato e fondato la mitica trasmissione televisiva Processo alla tappa, un programma sportivo incentrato sul Giro d'Italia. Dal 1976 all’80 fu direttore del Gr1, dall’80 all’86 presidente della Rai. Seguì anche l'impegno in politica. Eletto al Senato nelle liste dei Democratici di Sinistra nel 2001, nelle liste dell'Ulivo nel 2006 e nel Partito Democratico nel 2008 e nel 2013. A proposito della sua morte, ragionava non senza ironia da vero giornalista: "Non vorrei andarmene senza essere presente al congedo. Dopo l'evento della mia nascita, vorrei non perdermi quello, conclusivo, del congedo".

"La scomparsa di uno dei maestri del giornalismo e della televisione italiana colpisce profondamente la nostra comunità - afferma il sindaco Gian Luca Zattini -. Uomo di cultura e giornalista d’esperienza, Zavoli era un profondo estimatore della lingua italiana e un immenso intellettuale. Il suo stile era inconfondibile, il suo tratto rigoroso e serio. Nel raccontare la storia di questo Paese, Zavoli informava e si informava, restituendo al pubblico italiano storie di vita quotidiana impreziosite dalla sua penna eccezionale, autorevole, mai schiava del sensazionalismo.  In questo triste momento per l’Italia intera, a nome dell'Amministrazione comunale di Forlì, esprimo i sentimenti di cordoglio e vicinanza ai familiari, ai colleghi e agli amici, ma anche al mondo del giornalismo e a quello della cultura che perde uno dei suoi migliori volti e interpreti".

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Esprime cordoglio anche l'Assostampa Forlì-Cesena: "Con l'inconfondibile stile pacato e i massimi gradi dell'autorevolezza guadagnati sul campo, Sergio Zavoli entra nel Pantheon del giornalismo mondiale consegnando in eredità, a tutti noi, il suo grande esempio di eccezionale professionista dell'informazione. Zavoli è stato un pioniere del giornalismo moderno, quello che si è affermato nella giovane Repubblica dopo l'avvento della televisione. Senza far sconti a nessuno, senza mai toni alterati, senza concedere margini alle sirene dello spettacolo, il Maestro ha raccontato e indagato la storia dell'Italia del Novecento, descrivendo i fatti e ricercandone i perché. E' stato pure un grande innovatore, a partire dalle esperienze nella cronaca sportiva degli anni Sessanta, e fin dai primi passi ha sempre cercato di alzare il livello in termini di qualità, equilibrio e temperanza. Sergio Zavoli ha anche dedicato impegno e coraggio alla formazione della coscienza critica nazionale, affrontando con lo stile dell'inchiesta e attraverso le interviste molti nodi cruciali per il nostro Paese, dalla dittatura fascista fino agli anni di piombo e del terrorismo. Per noi giornalisti di Romagna, Sergio Zavoli è una bandiera. Fra le tante cose che si lascia in dote, spicca l’insegnamento (testimoniato nella quotidianità del suo lavoro ben prima che i recenti obblighi della formazione lo imponessero) che la deontologia è la vera anima di una professione speciale, difficile, che trae la propria forza dalla ricerca della verità e dal rispetto".

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