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Predappio perde un pezzo di storia: il covid-19 si è portato via il poeta dialettale Tonino Brunelli

Nacque a Predappio il 12 settembre 1943, ultimogenito di quattro figli. L'infanzia non è stata facile

Il coronavirus si è portato via il poeta Antonio Brunelli, per tutti Tonino. 77 anni, si trovava ricoverato all'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì. Lascia la moglie Gloria, i figli Andrea e Barbara e le nipoti Elena e Alisa. "Sei volato in cielo nel girono dell'Immacolata, ma sarai sempre con noi. Grazie per averci tanto amati", il messaggio della famiglia. Tantissimi i messaggi di cordoglio pubblicati sui social. Predappio perde il suo poeta dialettale. Questo il messaggio scritto dal sindaco Roberto Canali su Facebook: "Ogni persona che viene a mancare segna profondamente la comunità, soprattutto piccole come la nostra. A tutta la famiglia va la vicinanza dell'amministrazione comunale". Dall'inizio della pandemia si tratta della dodicesima vittima a causa del virus. I positivi al covid in paese sono 42, due ricoverati e 40 in isolamento domiciliare. Nell'ultima settimana 19 cittadini sono risultati infettatti ed altrettanti guariti.

Chi era Antonio Brunelli

Nacque a Predappio il 12 settembre 1943, ultimogenito di quattro figli. L'infanzia non è stata facile: alle ristrettezze economiche della famiglia – in casa si viveva del lavoro del padre, carpentiere edile - si aggiunsero anche, nell'immediato dopoguerra, la tragica morte per malattia del fratello maggiore e la scomparsa del padre, vittima di un incidente stradale.

La famiglia viveva momenti terribili, tali da impedire ad Antonio, appena undicenne, di proseguire gli studi oltre le medie inferiori. Amante della musica, passione ereditata dal padre, si iscrisse ad un corso di formazione in paese, e sotto la guida del maestro Fiorentini conseguì il diploma.

Suonò otto anni nella banda musicale di Predappio ma gli fu preclusa, per mancanza di mezzi economici, la possibilità di frequentare il Liceo Musicale di Forlì. Venne invece assunto come falegname nella prestigiosa ditta "L'Arte" di Predappio, che gli offrì l'opportunità di girare il mondo lavorando su transatlantici, yacht e appartamenti di gran lusso, fino alla reggia del sultano del Brunëi.

Un'altra sua grande passione è costituita dall'artigianato, distinguendosi per la realizzazione di mobili su misura, attività poi abbandonata per motivi di salute. Da sempre interessato alla poesia, si è dedicato alla scrittura di versi poetici dialettali, poesie e zirudelle: è del 2005 la sua prima pubblicazione, "Vivar e' Temp", seguita nel 2007 "Par la mi strêda", raccolta di poesie in cui prosegue il viaggio iniziato col libro precedente.

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