E' morto Leonello Flamigni, volto storico del giornalismo forlivese

“Leonello Flamigni è stato per anni penna e volto televisivo della mia città. Fu tra i giornalisti che, alla fine degli anni Ottanta, con grande coraggio si buttò nell’avventura delle Gazzette"

E' morto giovedì sera a causa di un malore Leonello Flamigni, noto giornalista di Forlì e volto storico delle tv locali, Videoregione e Teleromagna. Flamigni aveva 77 anni e lascia la moglie e  due figli. La sua carriera è partita negli anni Settanta al Resto del Carlino di Forlì e di Cesena. Poi dall'estate del 1989 all'autunno del 1992 si buttò nell'avventura della Gazzetta di Forlì. Successivamente il passaggio alla tv, prima a Video Regione, poi a Tele Romagna. 

Lo ricorda il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini: "E' con profonda costernazione che abbiamo appreso la notizia dell'improvvisa scomparsa di Leonello Flamigni, giornalista d'esperienza e durante un periodo anche uomo della comunicazione pubblica nell'ambito dell'attività aeroportuale. Per decenni Leonello Flamigni è stato una delle voci autorevoli del nostro territorio, sia  grazie al lavoro quotidiano nella carta stampata forlivese da “Il Resto del Carlino” all'esperienza nella “Gazzetta di Forlì”, sia nella versione televisiva che ha praticato nelle emittenti Videoregione e Teleromagna. Con la sua scomparsa l'intera comunità romagnola perde un professionista dell'informazione, un osservatore arguto e appassionato, un uomo fortemente legato alla nostra città. In questo triste momento ci uniamo al dolore dei familiari, degli amici e di quanti hanno condiviso con lui esperienze di lavoro, di cultura e di valorizzazione del territorio”.

A ricordarlo, tra gli altri è anche l'ex deputato e presidente di Aics Bruno Molea: “Leonello Flamigni è stato per anni penna e volto televisivo della mia città. Fu tra i giornalisti che, alla fine degli anni Ottanta, con grande coraggio si buttò nell’avventura delle Gazzette che, in Romagna, ruppero il monopolio dell’informazione locale e poi fu per lustri il mattatore di Video Regione, prima di approdare alla fine della carriera a Teleromagna, altra nota emittente televisiva regionale. Fu di quella generazione dei giornalisti con taccuino e scarpe consumate: a lui e ai suoi colleghi di allora si deve la comunicazione di oggi, fatta delle belle storie del nostro territorio, delle denunce che hanno cambiato la vita e la storia della nostra città. L’ultima volta che fui ospite nel suo salotto televisivo, la ricordo bene: parlammo del museo del calcio internazionale che con tanto orgoglio AiCS aveva portato a Forlì, e della mia nomina alla guida della Confederazione internazionale dello sport amatoriale. Lui era quello di sempre: occhi vispi, jeans e giacca e quell’esprit da eterno ragazzo. Uno pensa che personaggi così non possano morire mai. Vorrei che oggi ci scrivessi un’altra storia, Leonello”.

Addio anche da parte del Direttivo dell’Associazione Stampa Forlì Cesena: "Leonello Flamigni è mancato in modo improvviso e la famiglia dei giornalisti di Romagna, la sua famiglia professionale, ne piange la scomparsa. Tanti colleghi hanno avuto l'occasione di conoscerlo sul campo sia perché Leonello era una delle figure divenute storiche nel mondo dell'informazione, sia perchè la sua personalità non passava di certo inosservata. Carattere, caparbietà, una ironia brillante e a volte ruvida sono stati i tratti distintivi che lo hanno reso popolare e autorevole. Il suo percorso lavorativo ha attraversato oltre mezzo secolo di storia e lui ha contribuito a raccontarla sulle pagine dei quotidiani, nei fogli patinati delle riviste, dagli schermi televisivi. Tanta strada è passata dagli esordi maturati pestando i tasti della macchina per scrivere. Fino a poche ore fa era alle prese con i microfoni per le interviste e proprio oggi non aveva fatto mancare la sua opinione lamentandosi sulla pagina dei lettori del Carlino della dilagante e inopportuna anglofilia linguistica. A nome dell'Associazione Stampa Forlì Cesena partecipiamo in questa ora triste al dolore dei familiari. La nostra vuole essere anche testimonianza di stima, affetto e amicizia all'amico e al collega, certi in questo di interpretare i sentimenti di tantissimi giornalisti romagnoli. Leonello sapeva catturare l'attenzione, riusciva a far riflettere ed era un maestro anche nel far sorridere. Mancherà tanto a tutti noi".

Un ricordo anche dal giornalista e collega Gaetano Foggetti: "Con la scomparsa di Leonello Flamigni se ne va un pezzo della mia giovinezza, anagrafica e giornalistica. Occhi brillanti, sempre vivi, l'immancabile sigaretta appesa alla bocca e una costante fame di vivere che gli ha fatto accettare sfide professionali difficili vincendole e perdendole sempre con ironia e leggerezza. Dal 1989 al 1993 l'avventura delle Gazzette di Longarini, prime a rompere il monopolio dell'informazione locale. Esperienza travolgente quanto breve che però rappresentò una scuola di mestiere sul campo per una intera generazione di giovani che avevano l'unico desiderio di fare quella professione e alla quale appartenevo anch'io con gli amici Stefano Benzoni, Maurizio Burnacci e tanti altri. E lui, pur ancora giovane, chiamato a guidare quel manipolo di aspiranti cronisti. Sempre secondo il suo modo di essere. Non sta a me giudicarne la carriera e la professione. Ricordo solo che ogni volta che lo incontravo immancabilmente mi diceva :"Cercavo proprio te per parlarti di un progetto". Il più delle volte forse non era vero ma i suoi occhi te lo facevano sempre credere. Buon viaggio Flam".

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Anche il giornalista Alessandro Rondoni esprime cordoglio per l’improvvisa morte di Leonello Flamigni: "Lo ricordo per la sua simpatia e professionalità. Quando era vicecaporedattore del Resto del Carlino Forlì stabilimmo un bel rapporto di collaborazione e di amicizia. Collaborammo pure alla rivista economica della Camera di Commercio, ad altri periodici e mensili, qualcuno fondato anche da lui, sempre vivaci ma con alterne fortune editoriali. Ho in mente i suoi giudizi puntuali, la scrittura brillante e anche la sua ultima lettera sul lockdown pubblicata proprio oggi sul Carlino Fo sull’uso eccessivo degli inglesismi". Rondoni, inoltre, ricorda di averlo incontrato numerose volte anche in tv, a Videoregione e Teleromagna, e su altre emittenti dove conduceva programmi: "Era un attento osservatore della cronaca e della politica - aggiunge - sempre con la battuta pronta e la simpatica espressione legata al suo modo brillante di vivere, amante del tennis e della Romagna di cui fu appassionato divulgatore. Aveva senso civico e ricordo anche il suo impegno nella comunicazione per l’aeroporto di Forlì, oltre all’esperienza di direzione della Gazzetta del gruppo Longarini".

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