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La moschea divide la politica. "Temiamo infiltrazioni terroristiche"

La raccolta firme pro moschea partita a Forlì suscita subito le reazioni di molti politici del forlivese. Contrario il consigliere regionale Luca Bartolini: "Perché case, capannoni e terreni possono aspettare e la moschea no?"

La raccolta firme pro moschea partita a Forlì suscita subito le reazioni di molti politici del forlivese. Contrario il consigliere regionale Luca Bartolini: “La petizione promossa in città mira a forzare una normativa a cui migliaia di forlivesi, loro malgrado, devono rispettare: perché case, capannoni e terreni possono aspettare e la moschea no? Nessuno vuole impedire a nessuno di pregare, ma continuo a nutrire forti dubbi sulla provenienza dei fondi. In un'Italia dove le cifre sopra i mille euro devono essere tracciate, c'è chi non dimostra da dove vengono 430mila euro, quelli serviti per acquistare il capannone di via Masetti".

"Cifra che raggiunge il milione se aggiungiamo i soldi pagati dai musulmani per comprare anche il capannone dove pregano a Cesena, in via Longo, nella zona artigianale di Torre del Moro. Per questo ribadisco la mia contrarietà, perché abbiamo visto come anche la nostra Romagna non sia immune dal rischio di infiltrazioni terroristiche islamiche. Un ente pubblico deve controllare attentamente come dietro una richiesta per un luogo di culto non si celi qualche cosa di più pericoloso".

"La nuova moschea a Forlì, in via Masetti non solo sarebbe irregolare dal punto di vista urbanistico, ma  solleva molti dubbi sotto il profilo dell’ordine pubblico e della sicurezza. Credo che il Comune non dovrebbe concedere il cambio di destinazione d'uso. Va evitato che una mega moschea possa aprire i battenti all'improvviso, senza nemmeno capire con chiarezza la provenienza dei fondi utilizzati per l’acquisto: con i tempi che corrono è difficile credere che, persone da poco arrivate in Italia e con redditi dichiarati particolarmente bassi, siano in grado di racimolare così tanti soldi con una semplice colletta". Un altro aspetto che secondo Bartolini non va trascurato: “Si dovrebbe pretendere che nelle moschee o finti centri culturali già aperti nel territorio vengano imposti sermoni in italiano per aiutare le forze dell’ordine nel capire se vi sono rischi di  infiltrazioni terroristiche".

Le parole di Thomas Casadei (PD)
Di tutt'altro avviso Thomas Casadei, consigliere regionale del Partito Democratico: "E' un dato molto significativo che tra i promotori e i firmatari ci siano cittadini e autorevoli esponenti di diverse confessioni religiose: il principio di libertà di culto deve essere principio universale e nel territorio forlivese possiamo vantare brillanti esempi di dialogo inter-religioso".

"Da laico radicale, che crede fortemente ed esclusivamente in valori terreni come il dialogo e la solidarietà, ritengo che sia fondamentale contrastare gli episodi di discriminazione e violenza contro le minoranze religiose che si verificano in alcuni Paesi, e che sia altrettanto giusto consentire a tutte le confessioni religiose di poter professare anche in Italia la propria fede e trasmettere la propria cultura in luoghi adatti e dignitosi, sempre nel rispetto delle regole e della legalità, così come è sancito dalla nostra carta costituzionale. Viviamo in un’epoca - dice Casadei - in cui i confini geografici sono sostanzialmente annullati e non è innalzando muri fisici o ideologici che si può disconoscere quella che ormai è una realtà di fatto: l’unica strada percorribile per creare le condizioni per una società pluralistica basata sul rispetto e la buona cooperazione, è quella che parte dalla corretta informazione e dalla conoscenza reciproca, dal confronto e dal dialogo, alla ricerca di ciò che può accomunare e arricchire culture e religioni diverse, evitando di tramutare le differenze in conflitti. Per questo esprimo pieno sostegno e un'adesione convinta alla petizione e mi auguro fortemente che le istituzioni locali accolgano quella che è una richiesta importante, espressione di un pluralismo concreto e da valorizzare".


Morrone (Lega) attacca il sindaco Balzani
“Ancora una volta il Sindaco Roberto Balzani si dimostra distante dalle esigenze e dalle reali problematiche dei forlivesi” - interviene senza mezzi termini il Segretario Prov.le della Lega Nord Forlì-Cesena, Jacopo Morrone, sull’infuocato dibattito della concessione di una Moschea a Forlì. “Se per indirizzare e condizionare così pesantemente la politica cittadina di Balzani sono sufficienti 2500 firme a sostegno della costruzione di una moschea a Forlì” – aggiunge Morrone – “la Lega Nord è pronta a scendere in piazza a tutela dei cittadini con una capillare raccolta firme che avrà inizio proprio sabato sera alla festa del maiale a Villa Rotta presso il circolo Endas A. Fratti.”

“Siamo certi di poter depositare in breve tempo nell’ufficio del Sindaco Balzani 5000 firme contro la nascita di una moschea. Non mi capacito di come Balzani e la sua debole Giunta possano essere così distanti dalla gente. Il centro storico sta morendo, le serrande di moltissimi esercizi commerciali sono abbassate, la crisi economica sta mettendo in ginocchio le nostre famiglie e il primo cittadino forlivese risponde a questa drammatica condizione con l’ipotesi di concedere e costruire una moschea nel nostro Comune.”


 

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