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Moschea in via Fabbretti, la Lega: "Islamici divisi, colpa del comune"

"Allarmanti le parole di sulla concessione arbitraria da parte del Comune di una seconda moschea a Forlì" interviene a ruota la Capogruppo della Lega Nord, Paola Casara

Inedito asse tra musulmani di via Fossato Vecchio e Lega Nord nella nuova vicenda di via Fabbretti. In una recente intervista, infatti,  Soufiane Roduane presidente di Agir (Associazione Giovani Islamici della Romagna e membro del direttivo del Centro culturale islamico di Forlì), a capo della moschea “storica” di via Fossato Vecchio se l'è presa con la scelta del gruppo musulmano di via Fabbretti di aprire un altro centro di preghiera, lamentando egli stessi difficoltà di controllo da parte delle forze dell'ordine

“Allarmanti le parole di sulla concessione arbitraria da parte del Comune di  una seconda moschea a Forlì” interviene a ruota la Capogruppo della Lega Nord, Paola Casara, all’indomani delle dichiarazioni dello stesso Roduane sulle responsababilità del Comune in materia di integrazione religiosa. “Le parole di Roduane avvallano ahimè le nostre preoccupazioni sul proliferare indiscriminato di luoghi di culto islamici nel comprensorio forlivese e gettano in ulteriore allarme i residenti. La situazione appare fuori controllo: comunità islamica spaccata e critica nei confronti dell’amministrazione Comunale per aver concesso una seconda moschea a pochi passi dal centro storico, contribuendo così ad un aggravio del clima infuocato interreligioso”.

“Due mosche doppio disagio – sottolinea la capogruppo Casara – caos e via vai di persone e di macchine, ripercussioni e criticità a livello di sicurezza, di controlli dei fedeli e di ordine pubblico. Difficoltà anche per le forze dell’ordine nel monitorare i flussi di una comunità islamica evidentemente spaccata e distribuita su due distinti luoghi di preghiera, in attesa di un terzo polo in Via Masetti.” Infine conclude Casara: “Responsabilità evidenti dell’Assessore Davide Drei che minimizza la scissione della comunità islamica forlivese, si smarca e non prende sul serio il grido di allarme di uno degli esponenti di spicco del Centro culturale islamico forlivese."

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