Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

La grande mostra su Dante finalmente al varo: "Era quasi impossibile, ma ce l'abbiamo fatta"

E' giunta alla fine all'inaugurazione - con l'approdo dell'Emilia-Romagna in zona gialla - la grande mostra 2021 targata Fondazione Cassa dei Risparmi

E' giunta alla fine all'inaugurazione - con l'approdo dell'Emilia-Romagna in zona gialla - la grande mostra 2021 targata Fondazione Cassa dei Risparmi, tutta dedicata a Dante Alighieri nel 700° anniversario della morte. Forlì si segnala in questo modo a pieno titolo come "città dantesca" in occasione della ricorrenza. D'altra parte a Forlì Dante trovò rifugio, lasciata Arezzo, nell’autunno del 1302, presso gli Ordelaffi, signori ghibellini della città. A Forlì fece ritorno, occasionalmente, anche in seguito. All’interno della chiesa di San Giacomo adiacente ai Musei di San Domenico è stata aperta giovedì mattina la mostra dedicata al Sommo Poeta. E' stato sottolineato il tempo record di allestimento e di preparazione della mostra con un impegno straordinario.

Il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Roberto Pinza, ha definito questa mostra “un impegno quasi impossibile: non si riusciva e prevedere niente perché il mondo era chiuso e non si avevano risposte alle richieste per le opere - ha detto il Presidente -  sarebbe stato facile per la Fondazione dire che quest’anno non era possibile, ma è 15 anni che facciamo mostre ininterrottamente e abbiamo deciso di correre il rischio e ci piaceva legare la nostra città ad una visione storica di Dante. È una mostra di assoluta originalità e ringrazio Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi a Firenze, perché si è associato a noi nel rischio”.

VIDEO - Brunelli: "Un Dante diverso da quello dei libri di scuola"

Il sindaco Gian Luca Zattini aggiunge: “Abbiamo questa mostra meravigliosa e valorizzo il grande lavoro di squadra. Roberto Pinza è all’ultimo anno di presidenza ma il suo impegno è stato un accrescimento della città, per fare di Forlì una città d’arte insieme al precedente Presidente Dolcini.” L’assessore alla Cultura della Regione Emilia Romagna Mauro Felicori nel suo discorso ha fatto il punto su alcuni traguardi: “Forlì è la capitale delle strategie espositive italiane, non meno ammirevole la politica di continuità con le esposizioni della Fondazione; la continuità è un elemento prezioso per il successo. In questo periodo in cui il grande afflusso turistico manca facciamo dell’occasione  un’opportunità e chiediamo aiuto alle scuole, alle parrocchie, ai circoli territoriali perché incrocino la caratteristica sociale con quella culturale. Tutta la Regione profitterà del lavoro che avete fatto”.

VIDEO - Felicori: "Opportunità per le scuole aperte in estate"

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt ha ripercorso velocemente le tappe storiche della considerazione di Dante Alighieri a sommo poeta italiano e nella lettura della situazione italiana ha ritrovato nei contenuti danteschi la fede e l’amore, fornendo un invito durante l’estate a rileggere l’ultimo canto del Paradiso per rivedere le stelle. “Qui vediamo le stelle dell’arte mentre abbiamo letto nei giornali che per via della crisi non si faranno più delle grandi mostre, ma qui vediamo che continueranno. Sono stati coinvolti molti Enti perchè da soli non saremmo riusciti a mettere insieme opere famosissime, alcune di collezione private che prima di questa esposizione non erano state viste. È la prima mostra che ripercorre quasi 7 secoli di importanza del poeta”.

Mostra Dante 2021, l'inaugurazione

Gianfranco Brunelli, direttore generale della mostra ha ricordato il suo iniziale scetticismo per la proposta di una esposizione su Dante Alighieri, ma poi l’incitazione del direttore delle Gallerie degli Uffizi lo ha convinto nel lavoro svolto fin da subito nella collaborazione. “Apriamo una mostra in tempo di guerra – ha detto Brunelli - e quindi è molto complesso essere arrivati qui con queste opere”. Poi, ha brevemente tracciato il percorso della mostra, dalla correlazione fra Dante e l’arte già presente nelle sue opere letterari; gli artisti che hanno interpretato il poeta nei secoli e le letture attraverso lo sviluppo della storia. Infine, “Dante nei secoli che attraverso l’arte parla a noi con l’ultima sala - ha concluso Brunelli - sono presenti 300 opere da quasi tutto il mondo, forse si potrà prorogare la mostra di due settimane”.

La grande mostra dedicata a Dante al San Domenico, il taglio del nastro

La mostra

Ci sono Cimabue, Giotto, Beato Angelico, Michelangelo, Tintoretto, Canova, Andrea del Castagno, autore di una delle primissime raffigurazioni del ritratto del Sommo Poeta; fino ad arrivare ai preraffaeliti, ai macchiaioli ed al Novecento, con Galileo Chini, Plinio Nomellini, Felice Casorati, Lucio Fontana, Pablo Picasso. Più che una mostra, Dante. La visione dell’arte, è un vero e proprio ‘girone monstre’, affollato di capolavori, oltre che un viaggio nella storia dell’arte tra Medioevo ed età contemporanea, forte di una selezione di trecento opere dal Duecento al Novecento, tra dipinti, sculture, disegni, illustrazioni e manoscritti. L’esposizione, visitabile a Forlì, nei Musei San Domenico dal 30 aprile al 11 luglio è organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e dalle Gallerie degli Uffizi, nell’ambito delle celebrazioni per l’Alighieri promosse dal Ministero della Cultura.

Le sale del San Domenico ospitano circa 300 opere tra le più significative dal Duecento al Novecento, suddivise in 18 sezioni, in un percorso museale che comprende pittura, scultura, disegni e incisioni, manoscritti, edizioni rare. Per la prima volta, l’intimo rapporto tra Dante e l’arte viene interamente analizzato e ricostruito, presentando gli artisti che si sono cimentati nella grande sfida di rendere in immagini la potenza visionaria di Dante, delle sue opere e in particolare della Divina Commedia, o hanno trattato tematiche simili a quelle dantesche, o ancora hanno tratto da lui episodi o personaggi singoli, sganciandoli dall’intera vicenda e facendoli vivere in sé.

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