Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Un'altra mostra di Dante in città, il Sommo Poeta nel ventennio fascista tra conservatorismo e propaganda

Forlì città dantesca si arricchisce di una nuova mostra dedicata al Sommo Poeta, accanto alla grande mostra allestita dal San Domenico

Forlì città dantesca si arricchisce di una nuova mostra dedicata al Sommo Poeta, accanto alla grande mostra allestita dal San Domenico. Più in piccolo, ma con un focus ben preciso, è quella che ha organizzato l'associazione culturale “Adesso&Domani” che già in passato aveva allestito a Predappio nella Casa Natale di Benito Mussolini altre mostre con a tema il primo novecento italiano. La mostra tratta della “Fortuna di Dante nel ventennio” e ha titolo “Ahi serva Italia, di dolore ostello”, e punta all'analisi del rapporto tra studi danteschi e l'impronta del fascismo, senza tralasciare gli usi politici di regime di un indubbio elemento di identità nazionale. La prospettiva esplicita della mostra documentaristica è anche una rappresentazione del “mondo intellettuale del Ventennio così da illustrare anche alcuni caratteri di quell’ampia cultura del conservatorismo e della destra italiana spesso non conosciuta ai più”.

Quindi in occasione della ricorrenza del VII centenario della morte di Dante le celebrazioni forlivesi si arricchiscono di una nuova iniziativa dal 15 maggio e fino a tutto il 4 Agosto. La mostra viene allestita in piazza Saffi all'angolo con via Volturno, presso Palazzo Bianchedi (lato corso della Repubblica). L’evento espositivo viene organizzato con risorse ed iniziative interamente private nonché, al momento, con il patrocinio del sindacato nazionale Ugl, della associazione Pro Vita & Famiglia, e della Associazione Cultura & Identità Forlì, nonché di altre in corso di formalizzazione.

Curatori della mostra sono Franco D’Emilio e Francesco Minutillo che hanno ricevuto nel loro lavoro l’ampia e fattiva collaborazione del collezionismo storico romagnolo che ha portato all’esposizione di Busti, Cimeli ed Opere di particolare valore e interesse a tema dantesco prodotti durante il fascismo. Si tratta di pezzi che, provenendo da collezioni private, potranno essere fruite dal pubblico solo in questa occasione.  

Illustrano i curatori: “L’iniziativa è organizzata secondo un percorso storico attraverso diverse sezioni tematiche, ciascuna di ampio approfondimento, su quanto concretamente costituì la fortuna di Dante durante il Ventennio: una fortuna indiscutibile, documentata, quale emerge pure dall’analisi testuale delle opere dantesche e, tra tutte, la Divina Commedia di cui alcuni passi sono stati grandi protagonisti della vita fascista italiana. Il simbolismo, la valenza profetica, il valore letterario innovativo, quasi da esponente di un’avanguardia, di Dante, sono i temi sui quali la mostra si sofferma, a. La mostra peraltro non elude di illustrare il ricorso propagandistico compiuto dal Fascismo alla figura di Dante, ivi comprendendovi pure il complesso tema dell’antisemitismo. Dunque, un viaggio storico sulla celebrazione e la esaltazione di Dante Padre della Patria nell’Italia fascista, compiuto con il rigore della serena obiettività e della rigida documentazione”.

Prosegue la presentazione: “Un itinerario storico che senza preclusioni o pregiudizi si offre ai visitatori, consapevoli che la memoria storica si mantenga con l’analisi riflessiva, fuori, quindi, da nostalgie o risentimenti, tra loro contrapposti. Un fattivo contributo alla cultura, intesa davvero come promozione, valorizzazione della vita sociale dei visitatori, forlivesi e, soprattutto, non forlivesi che, richiamati in città da grandi eventi culturali potranno trovare anche un’altra proposta che completa il racconto dantesco secondo una prospettiva molto precisa e determinata quanto interessante ed innovativa rispetto a quelle più diffuse”.

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