Grandi mostre fotografiche, Forlì non rinuncia al suo ruolo: "Grandi difficoltà a organizzare una mostra internazionale"

Un compito non facile organizzare una mostra collettiva che quest'anno sarà composta da 250 scatti di numerose fotografe provenienti da 12 paesi in 4 continenti, opere conservate in archivi in giro per le grandi capitali

Guerrigliera di 20 anni delle Farc, Colombia (2017) i© Newsha Tavakolian/Magnum Photos

Forlì, nonostante l'emergenza Coronavirus, vuole mantenere il suo ruolo di primo piano nelle grandi mostre della fotografia, che vengono alternate a quelle artistiche che si tengono in primavera. Un compito non facile organizzare una mostra collettiva che quest'anno sarà composta da 250 scatti di numerose fotografe provenienti da 12 paesi in 4 continenti, opere conservate in archivi in giro per le grandi capitali del globo, alcuni dei quali banalmente chiusi, impossibilitati a lavorare a pieno regime a causa della pandemia. "Ci sono difficoltà oggettive ad avere accesso ad un deposito o contattare strutture chiuse e avere una risposta ad una e-mail", spiega il curatore Walter Guadagnini. Eppure Forlì, per la sua sesta grande mostra fotografica invernale non tira i remi in barca, ma anzi rilancia. "Le mostre fotografiche di Forlì sono note in tutt'Italia e fuori", spiega Guadagnini. "Mi spingo a dire che quella di quest'anno sarà la più importante mostra di questo genere mai fatta in Italia, confermando Forlì come un grande centro di produzione culturale, una città di rilievo culturale superiore alla sue dimensioni", aggiunge il co-curatore Fabio Lazzari.

A dare il senso della sfida è il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì Roberto Pinza, che sostiene il progetto: "Quest'anno facciamo davvero un salto di qualità. La Fondazione non ferma il suo cantiere culturale, in un momento in cui la produzione culturale è in ginocchio. Lo fa con una mostra collettiva che segue un proprio filo logico, la precedente mostra di McCurry era una mostra costruita per Forlì, ma lavorando su un singolo autore. Qui invece affrontiamo la storia della fotografia con le difficoltà di una mostra collettiva". Pieno sostegno al progetto da parte dell'amministrazione comunale. Per il sindaco Gian Luca Zattini la mostra sarà "un momento di rilancio della città dopo un periodo difficile, un atto di grandissima fiducia". "Forlì farà la parte del leone nel rilancio culturale della Romagna", aggiunge il primo cittadino.

Mostra non sulle donne ma di artiste donne

A illustrare il filo logico della mostra è Monica Fantini, curatrice della Settimana del Buon Vivere (quest'anno dedicata ai temi della parità di genere): "E' la prima mostra di donne fotografe, quando farlo per una donna non era così facile. Erano donne apripista, i cui scatti trasmettono coraggio e resilienza". Non è quindi una mostra sulle donne, ma di artiste donne. E questo farà sì che la mostra proponga, come spiega Guadagnini, "uno sguardo femminile sul mondo". Nella mostra sulle donne fotografe di Forlì, orgoglio tutto forlivese, sarà presente anche l'opera di Silvia Camporesi, "per meriti artistici e non perché del posto", precisa Lazzari. 

Si rinnova la tradizione delle mostre fotografiche che la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha inaugurato con nel 2015 con Steve McCurry, proseguendo l’anno seguente con Sebastiao Salgado, poi Elliott Erwitt, Ferdinando Scianna e con l’appena conclusa mostra “Cibo”, che ha visto nuovamente protagonista McCurry, richiamando complessivamente a Forlì oltre 200.000 visitatori. Un percorso di immagini che ha accompagnato, aprendolo, il Festival del Buon Vivere, la kermesse che mette al centro il significato profondo del buon vivere, dal punto di vista dell’economia etica, bene comune, uguaglianza, giustizia, innovazione responsabile, sostenibilità e cultura e che quest’anno avrà come tema centrale la parità di genere. La mostra prosegue un percorso narrativo e artistico che attraverso la bellezza, l’emozione, la forza irripetibile e l’incisività della fotografia d’autore promuove e sensibilizza sui temi del buon vivere. Il progresso sociale, la relazione, l’equità e lo sviluppo durevole.    

La mostra e le fotografe presenti

Si intitola “Essere Umane” la mostra fotografica del ciclo Mostre del Buon Vivere  - curata da Walter Guadagnini - che inaugurerà ai Musei di San Domenico di Forlì il prossimo 28 novembre (fino al 20 febbraio) come evento di apertura del Festival del Buon Vivere 2020.  Tra le oltre 250 fotografie in mostra, si possono segnalare le leggendarie immagini di Lee Miller nella vasca da bagno di Hitler, la strepitosa serie delle maschere di Inge Morath, realizzata con Saul Steinberg, gli iconici volti dei contadini durante la Grande Depressione di Dorothea Lange, il sorprendente servizio di Eve Arnold su una sfilata di moda ad Harlem negli anni Cinquanta e i rivoluzionari scatti di Annie Leibovitz per una epocale edizione del Calendario Pirelli. 
 
Un viaggio per immagini nell’evoluzione del linguaggio fotografico mondiale, con una specifica attenzione allo “sguardo femminile”, a partire dagli anni Trenta del Novecento, quando grazie all’affermazione delle prime riviste illustrate la fotografia è diventata il principale linguaggio della comunicazione contemporanea.  In mostra, dunque, sarà possibile seguire questa evoluzione attraverso i grandi reportage di guerra e i cambiamenti dei costumi sociali, la ricostruzione post-bellica e le questioni di genere, l’affermarsi della società dei consumi e l’osservazione del ruolo della donna nei paesi di cultura non occidentale. "Abbiamo voluto - dichiara Guadagnini -  creare una mostra che per ampiezza di orizzonte e qualità delle autrici possa posizionarsi tra le più importanti rassegne dedicate alle fotografe di tutto il mondo. Le autrici  che con i loro scatti hanno raccontato l'ultimo secolo con immagini di un Buon Vivere praticato ma anche spesso negato".
 


Tre sezioni temporali

Dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, all’interno della quale vengono affrontati temi cruciali come quello della grande crisi economica statunitense degli anni Trenta, la tragedia della seconda guerra mondiale e la successiva ricostruzione, eventi testimoniati dagli sguardi delle americane Dorothea Lange, Margareth Bourke-White, Berenice Abbott, Lee Miller, Lisette Model e Ruth Orkin, e delle europee Tina Modotti, Giséle Freund e Inge Morath. 
 
Dagli anni Sessanta agli anni Ottanta il focus si concentra sui grandi rivolgimenti sociali e di costume, la guerra del Vietnam, l’affermazione della società dei consumi, la mafia e le questioni di genere, che hanno caratterizzato il periodo. In alcuni casi, le artiste non si sono limitate a essere testimoni ma sono state anche protagoniste attive di tali rivolgimenti. Tra le presenze, si citano Susan Meiselas, Eve Arnold, Annie Leibovitz, Diane Arbus, Lisetta Carmi, Carla Cerati, Dayanita Singh, Graciela Iturbide, Paola Mattioli, Claudia Andujar.   
 
Negli ultimi anni del Ventesimo secolo e i primi del Ventunesimo il viaggio si concentra infine sull’emersione e sull’affermazione di tutte quelle culture extra-occidentali che acquistano nel periodo una centralità prima sconosciuta e che portano con sé anche tutta una serie di questioni relative al ruolo femminile all’interno dei diversi contesti socio-culturali ed economici. Qui le protagoniste sono fotografe africane come Zanele Muholi, asiatiche come Cao Fei, iraniane come Shadi Gadhirian o Natasha Tavakolian, europee come l’italiana Silvia Camporesi, la ceca residente in Germania Jitka Hanzlova e la giovanissima russa Nanna Heitmann, un’europea che vive in Sudamerica come Cristina De Middel, proprio a rimarcare la specificità di questo momento storico, e come esso si rispecchi nella ricerca fotografica contemporanea.

Il curatore

Walter Guadagnini è da anni attivo sulla scena nazionale e internazionale, attraverso un’attività che spazia dall’insegnamento alla scrittura all’organizzazione e alla cura di mostre. È titolare della cattedra di Storia di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove insegna dal 1990. Ha pubblicato “Una storia della fotografia del XX e del XXI secolo” da Zanichelli nel 2010 ed è ideatore e curatore di una collana di storia della fotografia edita da Skira in 4 volumi dal 2011 al 2014, dal titolo “la Fotografia”. È direttore di CAMERA, il Centro Italiano per la Fotografia che si trova a Torino. “Essere umane” è una mostra curata da Walter Guadagnini, ideata e realizzata in collaborazione con Monica Fantini e Fabio Lazzari. La mostra è promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì ed è organizzata dalla società strumentale della Fondazione ‘Civitas srl’.  

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