Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

I Preraffaelliti portano 115mila visitatori: "Un'altra Forlì a Forlì". Molte presenze dall'estero e fascia di spesa più alta

Il dato 2024 fa quindi dei Preraffaelliti una delle mostre più popolari tra quelle organizzate dalla Fondazione Cassa dei Risparmi

“Un'altra Forlì a Forlì”: è con queste parole che Gianfranco Brunelli, curatore delle grandi mostre al San Domenico, annuncia il dato di visitatori conclusivo della grande mostra 2024 dedicata ai Preraffaelliti. Anche se manca poco più di una settimana al termine, si può stimare che la mostra chiuderà i battenti con più di 115mila visitatori. Appunto una “Forlì dentro Forlì”, dal momento che la città conta 117mila abitanti, quindi più o meno lo stesso numero. Per altro sarà una conclusione col botto: l'ultima domenica, il 30 giugno, l'apertura sarà prorogata fino alle 23 (con chiusura della biglietteria alle 22).

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“Successo internazionale”

La mostra “L'Eterno e il Tempo” raggiunse quota 103mila visitatori, il Liberty 123mila. Il dato 2024 fa quindi dei Preraffaelliti una delle mostre più popolari tra quelle organizzate dalla Fondazione Cassa dei Risparmi. “E' stata tra le mostre più importanti a livello europeo di quest'anno, ci viene riconosciuto dalla critica a livello internazionale”, sempre Brunelli. Doveva essere l'edizione del riscatto, dopo quattro anni problematici come quelli del Covid prima e dell'alluvione che ha travolto la città dopo. E così è stato: “Abbiamo tenuto il punto anche negli anni più difficili, dove altri avrebbero potuto interrompere”, sempre il vicepresidente della Fondazione.

VIDEO - L'inaugurazione della mostra 

I numeri indicano uno sforzo enorme: 356 opere provenienti da 44 istituzioni culturali e privati inglese, 39 dall'Italia e 17 dal resto d'Europa e dall'America. Ogni giorno in media sono entrati 907 visitatori, circa 1,6 al minuto. Con un flusso abbastanza costante: perfino le aperture dei lunedì - normalmente giorno di chiusura dei musei – hanno visto un'affluenza di 600-700 persone, mentre c'è stata una domenica che ha visto l'arrivo di ben 45 gruppi, con duemila persone in visita lo stesso giorno. La mostra ha poi generato sul territorio un "indotto culturale" di circa 70 eventi.

E' piaciuta la formula del confronto, reso efficace anche dagli allestimenti, tra le tre generazioni di Preraffaelliti e l'arte italiana dalla fine del '200, in modo sistematico sezione per sezione, con l'effetto finale dell'influsso “di ritorno” della confraternita inglese sull'arte italiana di fine '800 e inizio '900. Un viaggio andata e ritorno sull'asse Italia-Inghilterra che ho portato in mostra “artisti anche sconosciuti al grande pubblico”, sempre Brunelli. E l'originalità del percorso scientifico ha attratto pubblico anche dal Regno Unito, dalle università inglesi e americane.

Bilancio della mostra sui Preraffaelliti - I visitatori

Il 13% è venuto dall'estero 

Consistente il numero di stranieri, circa il 13% del totale: vale a dire circa 15mila turisti dall'estero che hanno soggiornato se non tutti a Forlì, in un raggio tra Bologna (chi è arrivato con l'aereo è probabile che si sia fermato lì a dormire) e la Riviera Romagnola. Quali le ricadute sull'economia locale? Brunelli è molto cauto a dare stime, ma come per altre mostre del passato prima del Covid “il moltiplicatore è di due o tre volte l'investimento fatto”. “Molto dipende anche dal tipo di mostra, per questa per esempio i ristoratori ci hanno indicato di aver lavorato molto e che il livello di spesa era più alto”, spiega Brunelli.

Bilancio della mostra sui Preraffaelliti - Le provenienze

Chi è venuto e quanto ha speso

Da una ricerca della Fondazione su circa 900 visitatori emerge che circa il 7% dei visitatori ha effettuato un pernottamento in zona. Se hanno speso poco (meno di 15 euro a persona) hanno concentrato la spesa su biglietti e alimentari, ma appena la soglia di consumi si fa maggiore (fino ai 40 euro a persona) prende slancio la percentuale della ristorazione e dell'acquisto di un oggetto di artigianato. E per quanto riguarda la spesa effettuata all'interno del San Domenico (il 58% dei visitatori), alla caffetteria il 67% ha speso da zero fino a 10 euro, il 30% fino a 25 euro e il 3% fino a 50 euro. Al bookshop, i clienti per poco più della metà (50,5%) hanno speso tra i 25 e i 50 euro, l'altra metà meno di 25 euro.

Bilancio della mostra sui Preraffaelliti - La spesa

Da rilevare, inoltre, che ben il 90% dei visitatori sono arrivati in città appositamente per la mostra, sono quindi quasi tutti “turisti puri”, vale a dire attirati dal richiamo della mostra, che hanno conosciuto nel 55% dei casi tramite internet e social, che ormai rappresentano di gran lunga la fonti di diffusione delle informazioni anche nel turismo artistico (da notare, però, anche un 20% di effetto passaparola). Tutti hanno comunque apprezzato la mostra: i giudizi positivi si attestano al 99%.

Sempre in base alla stessa ricerca, i Preraffaelliti hanno  interessato una maggiore fascia dei giovani (il  35% tra i 25 e i 44 anni; il 42% tra i 45 e i 65 anni); il 74% era laureato, con una forte prevalenza delle donne (il 70% delle visite). Due terzi dei visitatori sono giunti a Forlì in auto, ma da rilevare che circa il 25% ha usato il treno (in parte in combinazione con l'aereo atterrato a Bologna). E' un pubblico per due terzi fidelizzato (il 64,5% aveva già visitato mostre al San Domenico) ma c'è anche un 35,5% di nuovi arrivi. Il 79% ha visitato altre mostre nell'ultimo anno. Da citare, infine, le 150 visite da parte di ciechi e ipovedenti.

Bilancio della mostra sui Preraffaelliti - La fruizione

Verso i 20 anni di grandi mostre a Forlì

E' la 19° mostra organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi. L'anno prossimo saranno 20 anni di impegno consecutivo nel rendere Forlì una città d'arte attrattiva da fuori territorio e 20 anni di apertura del San Domenico. Era il 5 dicembre 2005 quando la mostra sul Palmezzano inaugurava sia la serie ininterrotta di grandi mostre, sia l'apertura della nuova struttura museale. “All'epoca fu una sperimentazione, poi comprendemmo che il periodo migliore per una mostra a Forlì era il periodo tra febbraio e giugno”, dice Brunelli.

Cosa ci dovremo attendere per l'edizione del ventennale? Come da tradizione, l'annuncio sarà dato a Milano Marittima pochi giorni prima di Ferragosto. Ma già si può dire, come spiega Brunelli, che sarà “una riflessione sul significato dell'arte e dell'artista”. Non tanto quindi l'analisi di un periodo o di una corrente artistica, ma “fare un compendio sull'arte in quanto tale”.

Ad evidenziare, infine, il ruolo di Brunelli nello sviluppo delle grandi mostre al San Domenico è Luca Zambianchi, presidente di Civitas, società della Fondazione Carisp: “Anche questa mostra è stata tirata fuori dal cappello di Brunelli, grazie alla sua personalità culturalmente complessa che si riflette poi nelle scelte scientifiche delle mostre. Sono pezzi unici che poi ci copiano dalle altre parti. Il 'metodo Brunelli' dovrebbe essere esportato”.

Luca Zambianchi

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