Fissata la riapertura dei musei, la Fondazione: "Riapriremo 'Ulisse', allo studio la proroga"

Da lunedì 18 maggio via alle riaperture di musei, siti archeologici e mostre. Anche il mondo della cultura attendeva - boccheggiando come purtroppo in molti altri - una data

Da lunedì 18 maggio via alle riaperture di musei, siti archeologici e mostre. Anche il mondo della cultura attendeva - boccheggiando come purtroppo in molti altri - una data per riorganizzarsi e tornare ad aprire al pubblico. E a Forlì la struttura più grossa e complessa che guarda a questa scadenza è senza dubbio il museo San Domenico, che ospita la mostra 'Ulisse'. Una mostra che, nei propositi iniziali, doveva essere un grande evento per la cultura nazionale e internazionale, ma che di fatto ha visto troncare il suo successo sul nascere. Aperta il 15 febbraio, è stata visitabile “normalmente” per una settimana, poi una settimana di stop e un'altra di riapertura con pubblico contingentato, per arrivare infine, col lockdown generalizzato, alla serrata definitiva. Quando riaprirà, ci sarà appena un mese rimanente di mostra rispetto al calendario stabilito prima dell'epidemia, proroghe a parte.

Le sale ospitano 250 opere suddivise in 16 sezioni, in un percorso museale che ricomprende pittura, scultura, miniature, mosaici, ceramiche, arazzi. Un'esposizione imponente, il cui biglietto da visita, nella chiesa di San Giacomo, è il più antico reperto di nave greca attualmente esistente, per la prima volta in assoluto visibile al pubblico. Circa di 5mila visitatori hanno potuto ammirare la mostra nei pochi giorni di apertura finora effettuati, mentre sono rimaste a bocca asciutta le circa 35mila persone che si erano prenotate.

La volontà della Fondazione Cassa dei Risparmi è quella di farsi trovare pronti alla scadenza del 18 maggio: “C'è tutta l'intenzione di arrivare pronti, anche se dobbiamo ancora capire e vedere le forme e le modalità di queste aperture”, spiega il direttore per le Grandi Mostre Gianfranco Brunelli. Insomma, al Monte di Pietà, anche se le difficoltà non mancano, “nessuno ha intenzione di darla su”, sempre Brunelli. Anche se la parte maggiore del tempo è trascorso con la chiusura, si spera di giocarsi bene l'ultimo mese ed un'eventuale proroga dell'apertura al pubblico. Ipotesi, questa, sul piatto. Il problema maggiore è rappresentato dalla scadenza dei prestiti. “La volontà è di andare avanti con la mostra”, rassicura Brunelli. Ovviamente cambierà completamente la modalità di fruizione della mostra per evitare assembramenti di persone dentro e fuori il San Domenico e quindi con un sistema a ingressi contingentati e su prenotazione.


VIDEO - La mostra vista in anteprima, ecco cosa si può vedere

La mostra

Il tema affrontato dalla mostra è quello di Ulisse e del suo mito, che da tremila anni domina la cultura dell’area mediterranea ed è oggi universale. Mito che si è fatto storia e si è trasmutato in archetipo, idea, immagine. La vasta ombra di Ulisse si è distesa sulla cultura dell’Occidente. Dal Dante del 26° canto dell’Inferno allo Stanley Kubrick di “2001 – Odissea nello spazio”, dal capitano Acab di “Moby Dick” alla città degli Immortali di Borges, dal Tasso della “Gerusalemme liberata” alla Ulissiade di Leopold Bloom l’eroe del libro di Joyce che consuma il suo viaggio in un giorno, al Kafavis di “Ritorno ad Itaca” là dove spiega che il senso del viaggio non è l’approdo ma è il viaggio stesso, con i suoi incontri e le sue avventure. Una grande viaggio dell’arte, non solo nell’arte. Una grande storia che gli artisti hanno raccontato in meravigliose opere. La mostra racconta un itinerario senza precedenti, attraverso capolavori di ogni tempo: dall’antichità al Novecento, dal Medioevo al Rinascimento, dal naturalismo al neo-classicismo, dal Romanticismo al Simbolismo, fino alla Film art contemporanea.

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Le sale ospitano 250 opere suddivise in 16 sezioni, in un percorso museale che ricomprende pittura, scultura, miniature, mosaici, ceramiche, arazzi. A partire dall'Ulisse di Sperlonga, opera in marmo risalente al I secolo dopo Cristo, immagine simbolo della grande mostra, e della Afrodite Callipige. Nella suggestiva cornice del San Giacomo si ammira il “Concilio degli dei” di Rubens, e via via la Penelope del Beccafumi, la “Circe invidiosa” di Waterhouse in arrivo dall'Australia, fino alle “Muse inquietanti” di De Chirico, all'Ulisse di Arturo Martini e al cavallo statuario di Mimmo Paladino. Come di consueto, si contano collaborazioni con i più importanti musei nazionale e internazionali, come il Museo d'Orsay di Parigi, la Royal Academy di Londra, il Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, il Metropolitan Museum of Art di New York, i Musei Vaticani, gli Uffizi di Firenze.

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