Cronaca

Il Consiglio segna la data: "Trattare con la Regione per spegnere l'inceneritore nel 2027"

Lo fa con un mozione votata quasi all'unanimità lunedì pomeriggio, frutto di una lunga discussione politica in diverse sedute di commissione consigliare e con numerosi emendamenti di vari partiti di opposizione su un testo della maggioranza “permeabile” alle modifiche

Il Consiglio comunale di Forlì mette i suoi paletti per tracciare il futuro dell'inceneritore di Hera, attivo dal 2008 nella zona di Coriano. Lo fa con un mozione votata quasi all'unanimità lunedì pomeriggio, frutto di una lunga discussione politica in diverse sedute di commissione consigliare e con numerosi emendamenti di vari partiti di opposizione su un testo della maggioranza “permeabile” alle modifiche. Il documento frutto della mediazione chiede in primis di giungere progressivamente allo spegnimento dell'inceneritore nel 2027. Con questo indirizzo, quindi, la palla passa alla Regione, che nella stesura del nuovo Piano Regionale dei Rifiuti dovrà in qualche modo tenere conto della volontà espressa da Forlì. 

La mozione è stata votata favorevolmente dalla maggioranza (Lega, i due gruppi di Fratelli d'Italia, Forza Italia e 'Forlì Cambia'), oltre che dal Pd e dal M5S, astenuta la lista civica di centro-sinistra capeggiata da Giorgio Calderoni 'Forlì & Co'. Non passa una mozione alternativa proposta da 'Forlì % Co' (tutti contrari, tranne Morgagni – uscito dall'aula tutto il gruppo Pd).

“Inceneritore chiuso nel 2027 e solo rifiuti raccolti con sistema Alea”

La mozione indica chiaramente che la sede per tramutare in realtà gli obiettivi della città sarà “una  trattativa per il nuovo accordo con la Regione Emilia-Romagna in previsione della stesura in corso del nuovo Piano regionale gestione rifiuti”. La mozione quindi chiede “la riduzione percentuale e programmata del quantitativo del rifiuto conferito all’inceneritore, attualmente in 120.000 tonnellate all'anno, a decorrere dal 2021 e con l'obiettivo di azzerare completamente questa modalità di smaltimento dei rifiuti urbani a Forlì entro il termine di vigenza del nuovo programma regionale di gestione dei rifiuti previsto per il 2027”. Non solo: la mozione vuole che "non si prevedano interventi sull'inceneritore che possano allungarne l'ammortamento e la sua vita utile”. Ed un altro dei punti più critici: “Prevedere nella prossima normativa regionale, dopo una certa data, il divieto di conferimento nell'inceneritore di Forlì di rifiuti che provengono di sistemi diversi da quelli adottati dal Comune attraverso il sistema di raccolta di Alea”. 

In sostanza con questa mozione il Comune dovrà andare dalla Regione per contrattare per il prossimo piano regionale dei rifiuti 2022-2027 che l'inceneritore di Forlì venga progressivamente ridotto fino all'azzeramento dei rifiuti inceneriti nel 2027 e che tale struttura gestisca solo rifiuti prodotti con un sistema di raccolta porta a porta spinto, a tariffa puntuale, sistema che attualmente però solo Alea  realizza e non Hera, che – secondo l'attuale programmazione regionale – può portare a Forlì rifiuti dal resto della Regione (principalmente dal Cesenate e dalla provincia di Ravenna). Per questa seconda prescrizione, però, non viene indicata una scadenza con la dicitura generica 'Dopo una certa data'

Il dibattito in Consiglio, lite Pd e Lega sulle "bandierine"

Per l'inceneritore di via Grigioni si chiede inoltre che non accolga rifiuti proveniente da fuori Regione. Non solo: il documento chiede che la Regione operi per introdurre il “sistema di raccolta porta a porta spinto (modello di gestione Alea) in tutto il territorio romagnolo, premiando i suddetti territori attraverso una riduzione della tariffa”. Inoltre viene chiesta la “programmazione di impianti finalizzati al riuso ed al riciclo, nonché impianti di compostaggio nel territorio romagnolo che integrino gli analoghi impianti esistenti, mediante anche contributi finanziari a carico della Regione o attraverso la ricerca di contributi europei o inseriti all’interno del Recovery Plan”. Altra richiesta è quella di “regolamentare ed uniformare il costo dell’umido e delle altre frazioni differenziate, su tutto il territorio romagnolo a prescindere dal soggetto gestore della raccolta, ed in ragione del
grado di purezza del rifiuto conferito”.

Nell'articolato documento di 6 pagine si chiedono anche questioni più di dettaglio come “regolamentare modalità di ripartizione dei costi di gestione 'post mortem' delle discariche, da distribuire su tutti i territori che hanno utilizzato le specifiche discariche” e di “rivedere le logiche di ripartizione del fondo incentivante che dovrebbe premiare maggiormente i Comuni che raggiungono un alto grado di riciclabilità del materiale e riducono al minimo i rifiuti pro capite destinati a discarica ed incenerimento”. Ed ancora: il documento chiede di “sostenere l’economicità del riciclaggio del rifiuto promuovendo un’adeguata impiantistica che possa valorizzare il lavoro dei cittadini o, in alternativa, in linea con il principio di prossimità, garantire un trattamento economico che non penalizzi le realtà virtuose dei territori”.  Infine si chiede di “prevedere e finanziare l'impiantistica di riciclaggio delle nuove frazioni come i prodotti assorbenti per l'igiene”.

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