Museo archeologico, l'antropologo: "Pagnotta antica e San Mercuriale, i forlivesi sono appassionati della loro storia"

Sull'assenza del Museo Archeologico, denunciato da Italia Nostra in occasione del ricordo dei cento anni dalla morte di Antonio Santarelli, padre dell'archeologia forlivese, interviene anche l'antropologo Mirko Traversari

A Forlì l'interesse per l'archeologia è alto e lo dimostrano anche gli studi più recenti. Sull'assenza del Museo Archeologico, denunciato da Italia Nostra in occasione del ricordo dei cento anni dalla morte di Antonio Santarelli, padre dell'archeologia forlivese, interviene anche l'antropologo Mirko Traversari che ha curato alcuni dei più recenti progetti di tipo storico in città.  Spiega Traversari: "L’accorato appello lanciato da Italia Nostra nei giorni scorsi, circa la riapertura del museo archeologico cittadino tornato in auge grazie al centenario della morte di Antonio Santarelli, dà voce ad una essenziale necessità cittadina".

Traversari ricorda infatti che l'interesse della popolazione non manca:  "Nel corso degli ultimi anni, mi sono spesso occupato di progetti di ricerca su soggetti cittadini, che hanno sempre riscosso ampio e accorato interesse da parte della cittadinanza. E’ stato il caso dello studio della famosa pagnotta, rinvenuta durante gli scavi di Piazzale della Vittoria, che ha certamente solleticato la curiosità su di un aspetto cittadino, quello archeologico, ancora per certi versi oscuro".

Oltre alla 'pagnotta' anche il lavoro sulle reliquie di San Mercuriale: "Anche la ricognizione scientifica che ho diretto e che ha interessato le reliquie di San Mercuriale, che non ha ancora finito di regalarci sorprese, ha facilmente varcato i confini non solo cittadini, ma nazionali e su cui, vale la pena ricordarlo, il Lions Club - Forlì Cesena Terre di Romagna è intervenuto con un'opera di promozione e valorizzazione del territorio. Entrambi questi esempi, oltre a portare importanti novità sul piano scientifico, hanno avuto il merito di far circolare il nome di Forlì in ambito internazionale. Non solo, ancora più importante, si è rivelata l’operazione di recupero di aspetti intimamente legati alla nostra storia e tradizione, che mirano a rafforzare un’identità e, soprattutto, un orgoglio cittadino spesso trascurato se non addirittura dimenticato"

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Ed infine: "Forlì è quindi città di grandi personalità, come Antonio Santarelli, ma anche Pietro Reggiani che per certi versi ha proseguito il preziosissimo lavoro di Santarelli. Grandi personalità e grandi necessità, quelle espresse dai cittadini, che sempre più desiderano conoscere il passato della loro città, turisti sempre più attenti che cercano attrattive accattivanti, ricercatori che desiderano approfondire temi e soggetti meritevoli".

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