Cronaca

Museo della Ginnastica all'ex Gil? L'assessore: "Ci ispiriamo a quello del Cio a Losanna"

“Qualche mese fa sono andato a Losanna a visitare il Museo Olimpico per prendere ispirazione per la progettazione del Museo della Ginnastica “Bruno Grandi”. Losanna è la capitale olimpica e da più di 100 anni ospita il CIO

Il Museo Olimpico di Losanna per trarre un’ispirazione per il Museo della Ginnastica “Bruno Grandi” all'ex Gil. E' il percorso seguito dall'assessore alla Cultura Valerio Melandri sul progetto che procede in realtà a rilento del Museo della Ginnastica. Il Comitato Scientifico sta svolgendo sopralluoghi e valutazioni per la stesura del progetto, da realizzarsi negli spazi dell’Ex Gil.
Così come l’Auditorium, anche il Museo della Ginnastica si inserisce nel progetto Art Bonus

“Qualche mese fa sono andato a Losanna a visitare il Museo Olimpico per prendere ispirazione per la progettazione del Museo della Ginnastica “Bruno Grandi”. Losanna è la capitale olimpica e da più di 100 anni ospita il CIO (Comitato Olimpico Internazionale). Il CIO fondò il Museo – l’unico ufficiale – nel 1993, sulle rive del lago Lemano. A vent’anni dalla sua inaugurazione, il Museo è stato completamente ristrutturato, dotandosi di strumenti divulgativi modernissimi e diversi livelli di esposizione”.

Ed ancora Melandri: “Abbiamo deciso di ispirarci all’edificio di Losanna per la realizzazione del Museo della Ginnastica “Bruno Grandi” per diversi motivi. Gli spunti museografici sono tantissimi e lì ho trovato tutto quello che vorrei restituire ai visitatori del museo di Forlì: coinvolgimento, emozione, bellezza e chiarezza espositiva. I contenuti sono davvero interessanti: ho passato al Museo Olimpico sette ore, senza accorgermi dello scorrere del tempo. Avrei potuto continuare a studiare quei materiali per altre cinque ore, tanti erano gli stimoli che ho percepito. La quantità di contenuti è sterminata e di alta qualità: le immagini proposte nelle sequenze video sono straordinarie e fanno emozionare veramente chi le guarda”.

“Ed è proprio questo quello che noi cerchiamo: una regia di alto livello per trattare tematiche interessanti e stimolanti, con canali, strumenti e modelli espositivi utilizzati al meglio.
Oltre ad essere stupendo, il percorso è intuitivo e di facile comprensione, anche da chi non è esperto della tematica. In cosa vogliamo differenziarci nel Museo “Bruno Grandi”? Il museo è bellissimo, però, soprattutto nella prima parte sulla Grecia e in quella sulla figura di Pierre de Coubertin, presenta degli argomenti che vogliamo declinare diversamente nel Museo della Ginnastica “Bruno Grandi”. La sconfitta, il dolore e l’infortunio vengono presentati come aspetti negativi riguardanti lo sport, quasi come fossero tematiche da nascondere. Noi vogliamo fare l’operazione opposta: sottolineare e valorizzare la bellezza, che non deve costringere ad appartenere a un preciso canone estetico, ma identificarsi con il benessere psico fisico a cui tendere. In modo da non alimentare una cultura fatta di regole e attività fisicamente stressanti, che spesso comprendono l’uso di diete e di allenamenti eccessivi”.

“Specialmente i nostri giovani subiscono la cultura della perfezione estetica e dell’apparire, vivendo come un’imposizione un certo modo di essere o un certo tipo di corpo. Ma la bellezza non è perfezione. È apertura, disponibilità e anche accoglienza dei nostri limiti e di conseguenza degli ostacoli a cui lo sport ci sottopone”.

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