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Giovedì, 13 Giugno 2024
Cronaca

La prima cicogna del 2019 è Lorenzo. Nascite in aumento: anche da fuori regione per partorire a Forlì

Mentre in tutta Italia le "culle restano sempre più vuote", aumentano le mamme, provenienti anche da diverse regioni, che scelgono di partorire all'ospedale di Forlì.

La prima cicogna del 2019 è arrivata alle 5.37. Fiocco azzurro all'alba del nuovo anno all'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Vecchiazzano, dove ha visto la luce il piccolo Lorenzo. Pesa 3,204 chili e sta bene insieme alla mamma Valentina, per la gioia di papà Ettore. La famiglia risiede nel quartiere San Benedetto. Anche il secondo nato, alle 5.53, è un maschio, Learco, di San Martino in Villafranca. Il nome Learco in onore del  grande ciclista Learco Guerra, campione negli anni Trenta del ‘900. Poi ci sono Lucio di Faenza e la prima femmina del 2019: Emilia. Quinta, Bianca Maria, nata alle 12.45.

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L'ultima nascita del 2018 è avvenuta lunedì alle 16.18: fiocco rosa con l'avvento di una bimba di nazionalità cinese dal peso di 3,92 chili. Mentre in tutta Italia le "culle restano sempre più vuote", aumentano le mamme, provenienti anche da diverse regioni, che scelgono di partorire all'ospedale di Forlì. Nel 2018 nell'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, diretta dalla dottoressa Angela Bandini, hanno emesso il primo vagito ben 1126 neonati (undici in più rispetto all'anno scorso), di cui 592 sono maschi e 534 femmine. Otto i parti gemellari. Continuano a crescere le donne che scelgono il nosocomio forlivese per un momento così importante come quello del parto.

Ai nuovi nati hanno portato il saluto il sindaco Davide Drei, l'assessore Raoul Mosconi e il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone:  “Sono davvero felice di essermi potuto complimentare con tante mamme e papà, in questo primo giorno dell’anno - afferma Morrone -. Le nascite nel primo giorno del 2019 sono un buon auspicio. C’è infatti un grave allarme ‘culle vuote’, come è stato chiamato, in Italia, che il Governo vuole invertire, mettendo al centro le politiche a sostegno della natalità e delle famiglie. Serve un piano condiviso da tutti per contrastare la riduzione della natalità, non solo a parole, come è stato fatto negli ultimi anni, ma nei fatti con interventi strutturali, ma anche culturali”. 

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